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Nella pagina precedente: di Mario Buccellati bracciali rigidi, ispirati agli anni ’70, realizzati in oro giallo a lastra forata (Foto Giorgio Majno). On the previous page: by Mario Buccellati rigid, 1970s inspired bracelets in yellow gold pierced sheet (Photo by Giorgio Majno).

nevralgico di sperimentazione, lo è anche per quanto riguarda l’arte orafa. Già a partire dagli anni ’50, Milano imprime un gusto particolare al gioiello, integrando alla tradizione le influenze stilistiche internazionali. A partire da questo periodo il gioiello viene pensato come oggetto a sè, svincolato dal suo legame con l’abito: basti pensare alla produzione di grandi case orafe milanesi, come ad esempio Pomellato, per cui la semplice collana diventa occasione per esprimere un modo di essere che riassume tutta l’eccellenza di quest’arte. Una concezione che, soprattutto e significativamente a partire dalla fine degli anni ’60, ha visto nei gioielli non più l’espressione dello sfarzo, bensì monili da utilizzare in modo fantasioso, alla portata di un pubblico il più ampio possibile. L’attenzione, tipica della cultura milanese, al mondo della pubblicità e del marketing, ha imposto queste creazioni a livello internazionale: le grandi case orafe milanesi, aprendo negozi monomarca nelle più importanti città, sono diventate un punto di riferimento essenziale per la cultura del “bello”. La realtà attuale dei giovani artisti-artigiani orafi è spesso quella di produrre la gioielleria classica per altre aziende o di farsi carico di una parte della produzione commissionata ad altri artigiani. Il lavoro per conto terzi garantisce ai giovani orafi la sicurezza di una base economica, e questa offre loro la possibilità di una sperimentazione individuale,

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In questa pagina, dall’alto e da sinistra: di Cesare De Vecchi spilla “Alba” in oro giallo e bianco con diamanti taglio brillante e perle coltivate a Koja (Foto Sorrentino); fasi di lavorazione orafa tipica dell’area della Lomellina: esecuzione della montatura, scelta e incassatura delle pietre sul gioiello (immagini fornite dal Centro Servizi per l’Arte Orafa di Mede Lomellina). On this page, from the top and from the left: by Cesare De Vecchi “Alba” brooch in yellow and white gold with brilliant cut diamonds and Koja-cultured pearls (Photo by Sorrentino); gold workmanship typical of the Lomellina area: execution of the mounting, selection and setting of gems on the jewel (pictures supplied by Centro Servizi per l’Arte Orafa of Mede Lomellina).

che in alcuni casi ha portato a progettare e realizzare alcune collezioni d’eccellenza. Vale la pena citare due esperienze, molto diverse tra loro, che riassumono in maniera significativa la ricerca sul rinnovamento dell’arte orafa. Una è quella di Guido Guzzi, giovane orafo di Villasanta che infonde nelle sue opere un’autentica energia creativa e l’altra è quella di Roberto Bottazzi, giovane talento monzese che mutua

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Artigianato 58  

Italian Magazine about crafts

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