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A lato: moduli in feltro di forma quadrata per la realizzazione di arazzi, coperte o tappeti componibili di Esra Sakir. Sotto: particolare e stampe da matrici in feltro di Cristiana Di Nardo con inclusioni di feltro colorato.

nella decorazione di vesti, armi, attrezzi e oggetti d’uso culturale o profano. Solo quando queste piume vengono lavorate secondo un piano ornamentale chiaramente riconoscibile e con l’aiuto di mezzi tecnici si può parlare di arte plumaria, i cui prodotti più alti appaiono come veri e propri mosaici di straordinaria bellezza. La particolarità e genialità del lavoro di Daniele Broglia è che però utilizza un altro materiale: ricava da bottiglie di plastica moduli precisi e puliti, tagliati uno ad uno, che fissa su un supporto (stoffa, reti leggerissime) da cui prendono forma splendidi mantelli, cappelli, abiti dalle textures inconsuete. Questo materiale, che poco si presta ad elaborazioni artistiche, viene nobilitato attraverso questo preciso e raffinato intervento manuale che lo discosta da ciò che qualcuno potrebbe definire un’operazione “trash”. La precisione con cui vengono rifiniti questi moduli e la leggerezza dell’effetto d’insieme ingannano l’occhio che li percepisce come vere e proprie piume. Questa sperimentazione si è concretizzata, con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Brera e dell’atelier “FuoriClasse”, in “Artificiosa Pluma”, evento svoltosi per “Sposa Italia Collezioni”, nel giugno scorso presso la Fiera di Milano, in cui è stato presentato un abito da sposa realizzato con questa tecnica.

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Artigianato 47  

italian magazine about crafts

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