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e tu lo sai, conservatore-contadino qual sei, amico mio! A conclusione di questa nota direi che Busti mi fa ricordare una “battuta” del “mio” vicepreside dell’ISA “Palizzi” di Napoli, negli anni ottanta, il prof. Salomone -pace alla anima sua- un antico socialista ormai disincantato. Io -docente non ancora in/decentegli dicevo, riferendomi alla condizione didattica della nostra scuola: “Ma qui è tutta ‘na fetenzia!”, e quello mi rispondeva irridente: “Ma che vu d’‘a scola (dalla Scuola ndt)? Vulisse sentì ‘e cantà ‘a Callas!” E Deruta non ha nemmeno il San Carlo, almeno per il momento!

Eduardo Alamaro

VETRO DI MURANO COLLEZIONE   OLNICK SPANU Si é tenuta tra settembre e dicembre 2001 allo Spazio Oberdan promossa dalla Provincia di Milano, settore Cultura, la mostra di 300 vetri della collezione di Olnick Spanu: excursus della grande tradizione dell’arte vetraria del Novecento. E’ in questo secolo, infatti, che l’arte vetraria muranese assume una posizione di rilievo nel panorama internazionale, grazie alle manifatture degli artisti Barovier, Barovier & Toso, M.V.M Cappelin, Aureliano Toso, Seguso Vetri d’Arte e Venini che seppero fondere la tradizione dei maestri vetrai muranesi con lo stile e il gusto contemporaneo di artisti, architetti e designer (come Gae Aulenti, Alfredo Bardini, Ercole Barovier, Tomaso Buzzi, Fulvio Bianconi, Dino Martens, Flavio Poli, Gio Ponti, Carlo Scarpa, Archimede Seguso, Ettore Sottsass, Massimo Vignelli, Tapio Wirkkala, Vittorio Zecchin), creando opere innovatrici nella tecnica e nel design e originali nell’uso dei materiali. La passione dei newyorkesi Nancy Olnick e Giorgio Spanu (collezionisti nella loro casa-galleria d’arte moderna e contemporanea) per il vetro ita-liano nasce quasi per caso, acquistando, in occasione di un’asta della Sotheby’s, una clessidra di Venini del 1955 (che sarà presente in mostra ) affascinati dai suoi colori verde sme-raldo e blu cobalto. Inizialmente i due collezionisti furono attratti dalle forme e dalle

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vivaci colorazioni delle opere degli anni Cinquanta: le accese policromie dei Pezzati, disegnati da Fulvio Bianconi per Venini, la serie Oriente ispirata all’Africa di Dino Martens per Aureliano Toso e l’eterea eleganza dei Merletti di Archimede Seguso. Ma la passione li spinge verso le produzioni dell’inizio del secolo e così i lavori degli Artisti Barovier, dell’architetto To m as o B u zzi , d e llo s c u lt o r e Napoleone Martinuzzi, del pittore Vittorio Zecchin, entrano a far parte della loro collezione. Vengono particolarmente attratti dall’opera dell’architetto veneziano Carlo Scarpa, del quale i due collezionisti americani apprezzano la semplicità delle loro forme dei suoi Trasparenti e dei Lattimi, le influenze orientali dei Cinesi, le innovazioni tecniche dei corrosi e dei Battuti, la complessità delle Murrine Opache e dei Granulari che Scarpa aveva introdotto a Murano portando, a ca-vallo tra gli anni 1930 e 1940, una ventata di modernità. Così le opere di Carlo Scarpa occu“A murrine”, calice in vetro di Murano, Artisti Barovier per Salviati, 1914 ca.

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pano via via un ruolo centrale nella Collezione Olnick Spanu che oggi può certamente essere considerata una fra le più importanti al mondo. Oltre alle opere già citate, altri prota-gonisti della mostra, curata da Marino Barovier, sono i rari vetri floreali degli inizi del secolo, creati dagli artisti Barovier, gli scultorei vetri Pulegosi di Napoleone Martinuzzi, le raffinate creazioni di Tomaso Buzzi, i singolari vetri nati dalla fertile fantasia di Ercole Barovier, fino alle avanzate sperimentazioni dell’americano Thomas Stearns realizzate negli anni sessanta, rappresentate da pezzi rarissimi come la “Sentinella di Venezia”, di cui si conoscono solo due esemplari, e da pezzi unici come il “Vaso per le lacrime del Doge” e l’inedito “Vaso reliquiario del Doge”. L’interesse dei due collezionisti di New York per il vetro é cresciuto in misura sempre maggiore e si rinnova anche grazie a frequenti visite a Murano, dove hanno modo di incontrare e apprezzare artisti contemporanei come Cristiano Bianchin, Yoichi Ohira, Laura Diaz de Santil-lana e Lino Tagliapietra. La loro collezione si é quindi estesa, oltre al vetro storico del Novecento, anche ad opere contemporanee che costituiscono il punto d’arrivo di questo straordinario excursus sull’arte del vetro di Murano. L’ideazione dell’edizione italiana della mostra si deve a Edizioni Olivares, che da alcuni anni é presente a New York sia come editore sia in alcuni casi come partner per la realizzazione di eventi d’arte e di cultura in collaborazione con i maggiori musei: MoMA, Metropolitan Museum, Guggenheim Museum, Lincoln Center. In occasione della mostra milanese é stato pubblicato un nuovo catalogo ampliato e aggiornato rispetto all’edizione americana ed edito dalle Edizioni Olivares. Il volume raccoglie le immagini a colori di tutte le opere esposte, offrendo in una straordinaria e piacevolissima sequenza i capolavori mu-ranesi fotografati in modo magistrale da Luca Vignelli. La pubblicazione si pone come valido strumento per approfondire la conoscenza delle opere esposte attraverso un esauriente apparato curato dallo storico del vetro veneziano Marino Barovier.

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