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Fra i manufatti artistici quattrocenteschi e del primo cinquecento, la maggior parte di quelli giunti fino a noi sono di natura religiosa, tuttavia è proprio l'architettura palaziale che meglio registra la metamorfosi della società del tempo (fig.8). Dal palazzo-torre trecentesco, chiuso ed esclusivo, ostile e diffidente del contesto urbano, a quello quattrocentesco ampiamente dialogante con la via e con la vita esterna, il percorso è quello stesso di coloro che, tenendo in mano le sorti della società siciliana, evolvono il loro status da feudale a mercantile e finanziario, contrattando con la monarchia un proficuo rapporto di dare e avere. Nei primi decenni del XVI secolo le città siciliane furono invase da un gruppo di scultori che lavoravano in uno stile derivante dal tardo Quattrocento fiorentino. Questo portò, per esempio a Palermo, alla compresenza tra il vecchio e il nuovo. Gli ultimi decenni del secolo XVI e la prima metà del XVII non offrono che un piccolo numero di opere documentate, ma dagli esempi giunti fino a noi si può attribuire a questo periodo una produzione brillante, specie per quanto riguarda l'uso del bugnato e della decorazione di porte e finestre. Scaglie di pesce, foglie, ramoscelli, conchiglie, frutta, ed

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altro ancora, venivano adoperati quali motivi decorativi, nell'edilizia, e sposavano bene le caratteristiche dei materiali più diversi. E' proprio nel periodo barocco, tuttavia che il ferro battuto toccò un alto livello d'arte: l'inferriata divenne come una cornice spaziale artisticamente lavorata; anche i motivi ornamentali assunsero funzioni spaziali, perfettamente fuse con la concezione architettonico-prospettica del cortile o del giardino. Si assiste ad un'accentuazione del linguaggio architettonico e decorativo nell'elemento portale e balcone sovrastante (fig.8), spesso collegati in modo da formare la tribuna, sulla quale si posava lo stemma familiare. "L'uso generalizzato del balcone rispetto alla finestra è una caratteristica dell'architettura civile mediterranea in generale e siciliana in particolare, imposta da ragioni climatiche e da abitudini di vita, caratterizzate da frequenti e auspicati rapporti sociali da vivere all'aperto..". Nella seconda metà del XVIII secolo verrà a delinearsi una delicata situazione, economica e politica, nei piccoli e grandi centri dell'isola. Le maestranze o corporazioni artigiane avevano una parte importante nella vita cerimoniale della città e persino nella loro politica; furono "la forza più

efficiente dell'isola". Il XVII secolo è quello che si ricorda per i catastrofici terremoti che sconvolsero tutta la Sicilia, ma si preferisce fare riferimento a ciò che li seguì, cioè soprattutto la tanto desiderata rinascita che ogni centro abitato teneva a riavere. Le decorazioni in ferro battuto, quanto quelle marmoree, saranno le chiare manifestazioni di questa volontà, e adorneranno le città con forme fantasiose di suprema bellezza. Scenografie ardite ed abbaglianti, insieme alla concretizzazione di sogni ed utopie, sono i risultati incredibili, di apparenti fragilità, di provocazioni e sfide per ogni futuro sommovimento della terra. Si dà ora l'accento al gioco delle convessità e concavità, all'estro del ferro battuto. Le inferriate sono ritmate alle estremità da riccioli più o meno grandi, che agli angoli presentano dei fiori a margherita dalle foglie piuttosto appuntite (fig. 9); vi sono poi le ringhiere non rigonfie che, con le loro geometrie, partecipano alla trasformazione del gusto barocco fino ad arrivare alle linee fluide del Liberty, nel secolo XIX (fig. 10, 11,12). Le roste hanno per lo più forma semicircolare, composte da due o tre fasce, di cui la più piccola nella zona centrale, e le più grandi dettate dalla somma di moduli proposti anche specularmente (fig.13).

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Artigianato 44  

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