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“Le Stanze delle Meraviglie” Materia, Progetti ed Innovazione La Toscana, terra fedele al mantenimento di una vocazione d’alto artigianato ha, tuttavia, dato vita nel tempo ad alcuni esemplari modelli d’innovazione, divenuti “oggetti-simboli” della rinascita italiana. Questa mostra ha raccontato in un viaggio immaginario, una serie d’oggetti testimoni della capacità produttiva e del fare toscano. Il percorso non voleva essere didattico, ma ricco delle suggestioni del “ritrovamento” e della “riscoperta”, elementi entrambi capaci di far intuire la sensibilità e la ricchezza di un’epoca. Proprio questa memoria, con una serie d’oggetti, ci ha riconsegnato le emozioni di quel tempo: la Vespa, primo scooter italiano, le attività di Ettore Sottsass, la moda italiana con le sfilate di Palazzo Pitti, la ricerca artistica di Fantoni, Gambone, Londi o Flora Wiechman, il caso Poltronova o le riflessioni progettuali del Michelucci, l’esperienza Radical e non ultime le ricerche figurative e progettuali degli Anni ’80 e ’90. Un’innovazione non limitata al solo profilo tecnologico, ma attenta a tutti gli aspetti dell’impresa, produzione e mercato. L’innovazione formale è intesa come “strumento” per ripensare il progetto e la cultura d’impresa, parte integrante dell’innovazione di prodotto, legata alla tecnologia ed ai processi produttivi. Per ciò l’attenzione era posta nei confronti d’alcuni materiali che hanno visto nel tempo consapevoli sviluppi innovativi. Usare l’esperienza per innovare vuol dire far uso delle proprie abilità per tentare nuove strade: vuol dire mutare i modi del produrre e farsi carico di nuovi processi per portare a compimento un’idea. Ecco perché sono stati selezionati, fra le numerose proposte, diversi oggetti che rappresentassero già per le loro caratteristiche di singolarità, preziosità, curiosità, innovazione, il segno dell’idea creativa e del progetto. Nella selezione è stata rivolta particolare attenzione

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ai prodotti nati da un dialogo tra aziende e designer, ma anche ad opere realizzate da artisti e maestri artigiani, che hanno saputo dare un tratto ed un segno distintivo, contribuendo a rafforzare l’idea della Toscana come fucina d’idee. Le aree rappresentative di questi luoghi erano simboliche "stanze" attraverso cui il visitatore poteva percorrere un vero e proprio viaggio nel mondo dell’innovazione dal 1950 al nuovo secolo: il cristallo, il vetro, il tessuto, la ceramica, il mobile, l’oro, l’argento, la pietra, sono i materiali attorno ai quali ruotava il cambiamento e la trasformazione, andando così a costituire i temi fondamentali de “Le Stanze delle Meraviglie”. Non sono state privilegiate scelte precise e non è stato realizzato un percorso mirato, se mai si è desiderato privilegiare scelte di qualità e valore intrinseco d’ogni oggetto, garantendo la continuità del fare toscano. Coordinata da Artex e Progetto Innovazione con il Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, la ricerca è stata curata da: L. Giusti, M. Masci, B. Naldi, A. Minisci. La memoria della ceramica di Montelupo: storia e formazione Ora più che mai, dopo la messa in crisi di questi principi, si è finalmente scoperto l’aspetto “benefico” di un’attività manuale o della commistione fra il “fatto a mano” e la tecnica nei più svariati settori: dalla ceramica al legno, dal marmo al vetro e così via. Forse, ciò nasce dal bisogno dell’uomo di lasciare una traccia specifica sui

materiali e sui processi realizzativi (come testimonianza storica). Oppure, è frutto del particolare fascino esercitato dall’oggetto artigianale, perché è passato dalle mani attente e esperte dell’artigiano, come affermato da Baudrillard. O trova origine nell’idea d’artigianato d’Enzo Mari, attento progettista che definisce il “progetto umano”: lavoro creativo inteso alla liberazione dell’uomo dalla alienazione prodotta dalla ripetitività della macchina. Con la necessità di una compensazione dell’uomo, attraverso la produzione artigianale d’oggetti che contribuiscono a far ritrovare una rinnovata sensibilità verso la materia. In questa cornice si collocava il percorso storico, didattico e produttivo della Ceramica di Montelupo. Non solo oggetti finiti, ma anche svelare le suggestioni del vivere in laboratorio, con la dimostrazione di tutte le tecniche di lavorazione. Il saper fare di questi abili e sapienti maestri ha raccontato gli 800 anni della città di Montelupo. L’evento è stato realizzato dal Museo della Ceramica, dalla Scuola della Ceramica e dal Comune di Montelupo. “Visioni” si è rivelata quale mostra collaterale dedicata alle nuove espressioni dell'artigianato in rapporto con la creatività artistica. La mostra dell'artigianato si è dimostrata vincente per costruire nuovi presupposti legati al mondo dell'artigianato con l’impegno, allo stesso tempo, di salvaguardare le tradizioni. Innovazione e tradizione in simbiosi per un millennio che sta riscoprendo il valore della materia attraverso le mani dell'artigiano.

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Artigianato 51  

Italian magazine about crafts

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