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FIERE E SALONI di Antonio Viviani

Giovani e querelle del pubblico a “Museum Image e Studio” La manifestazione si è svolta dal 25 al 27 settembre al Centro Affari e Convegni di Arezzo organizzata dalla “Promozioni e Servizi” aretina

Non è stata una kermesse, ma una

mostra provocatoria, fra l’altro legata a problemi istituzionali: “Museum Image e Studio” si è svolta dal 25 al 27/9 al Centro Affari e Convegni di Arezzo, organizzata da Promozioni e Servizi aretina con la collaborazione di: Camera di Commercio locale e altre italiane, associazioni di categoria, Regione Toscana, Enti Locali, e, ai vertici, Ministero dei Beni Culturali, Ice, e tutta la rete museale. “Museum Image”, l’aspetto dell’oggettistica d’arte e del suo merchandising in un ambiente surreale, attraverso i giochi delle luci nei saloni espositivi. Produzioni, selezionate perché non si abbia impressione d’un mercato nostalgico, con i prodotti come il flash d’un catalogo dove tutto è rivisto “trough the glass”, le “cose” hanno toccato le figurazioni etrusche con interpretazioni personali sugli oggetti del settimo secolo a.C., fino

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alle moderne creazioni con coordinate in tessuto, dai vetri soffiati, creati in origine nel ’6/700 nella repubblica cèca, fino alle piccole ma curiose portamatite che si vantano di riprodurre firme, come autografi della memoria, di Botticelli, Michelangelo e Leonardo, nel lavoro della pelle, piccolo trionfo di quello che l’artigianato è riuscito ad inventare. Non erano pezzi d’una collezione del tipo bigiotteria, perché gli espositori hanno guardato ai musei come punti di arrivo e perciò il decò ha seguito il gusto del riproporre con criteri più degni del restauro che non dell’imitazione. Pertanto, riproduzioni artistiche e nessuna simulazione, non è esistito a Museum il falso d’arte. Diversa, polemica, analitica la seconda proiezione dell’appuntamento aretino, almeno in confronto all’incanto dello “scoop” della vetrina dello stand. “Museum

Studio” ha spinto in modo coinvolgente ministero, botteghe d’arte e privati a seguire la situazione della rete museale, con convegni e tavole rotonde sulla gestione, ed un interrogativo che si è posto con inquietezza e che suona così: “navigare a vista o costruire una strategia?” Le tre giornate sono state dense di attese per quanto si scopre negli strumenti integrati di accesso ai musei, nei motivi strategici per richiamare il pubblico più disattento e nelle nuove forme di fidelizzazione. Tutto ciò a contatto con le varie legislazioni regionali, con i decentramenti dei musei statali e con le promozioni audiovisive. L’appuntamento con i giovani è stato il grido di dolore e la provocazione: chi va a vedere un museo nelle nuove generazioni? Il convegno ha discusso, ed è bello sentir parlare dell’accesso ai musei con

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Artigianato 51  

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