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Il ceramista, poi direttore di fabbrica, poi professore di decorazione pittorica, e poi custode della produzione aulica seguiva pertanto attentamente le presenze nella fabbrica Molaroni, anche da lui fre-quentata fre intorno agli anni ‘910, e nella bottega di Baratti, luogo di ritrovo di Valentini, Bruni, Tombari, Sgarzini, Papagni, nei loro rientri a casa da varie città d’Italia dove si spargevano in scuole scuo o manifatture. Della mostra del 1952 Polidori si fece lasciare - o nei casi più ostinati fece acquistare al Comune di Pesaro a prezzi vantaggiosi - un proprio lavoro dai ceramisti partecipanti e certamente quel piccolo “fon-do”“fon circa 60 pezzi, niente in n confronto alla consistenza della raccolta Mazza, di circa 400 - creò interesse in vista di un ampliamento delle testimonianze storiche arrivando fino alla produzione coeva da coagulare un obiettivo comune e condiviso: i giovani avrebbero così acquisito delle delle caratteristiche particolari nella lo-ro ro formazione e cioè l’interesse per l’arte moderna e contemporanea e la ricerca del nuovo in campo cera-mico. cera Purtroppo il sogno di Gian Carlo Polidori di creare un Museo della Ceramica il più esaustivo pos-sibile pos - forse potrebbero ricrearsene ora le condizioni - si spense nel 1962, ma certo tutto il movimento aveva influito in maniera positiva. Claudio Giardini Pesaro, 24 gennaio 2003

Gruppo di giovani ceramisti in gita a Firenze nel 1956. Si distinguono Romolo Verzolini e Guerrino Bardeggia (nella fila in alto e tra gli accovacciati ) Marcello Rossini e Auro Salvaneschi (con le scarpe bianche)

Profile for Silvio Picozzi

Amici della ceramica Pesaro - Catalogo  

Amici della ceramica Pesaro - Catalogo  

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