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romartie High School è un esilarante spaccato del mondo delle gang giovanili, appropriatamente stipate in una scuola superiore per delinquenti scansafatiche, frequentata da una fauna che oltrepassa agilmente il confine del genere umano. Gorilla in libertà esperti preparatori di sushi, robot mentori di vita spacciatisi per studenti, bosozoku sanguinari tormentati dal mal d’auto e cinquantenni cloni di Haggar sulla sella di bruni equini imbizzarriti saranno solo un frammento del bestiario che il sensei Eiji Nonaka ci dispenserà a cadenza ripetuta. A questo gruppo di bifolchi senza cervello si aggiungerà poi Kamiyama, uno studente modello che, per una valutazione errata, si ritroverà prima iscritto alla CHS, poi invischiato nei continui sketch della sua spalla comica Hayashida. In quest’ambientazione testosteronica, dove verrà tirato in ballo persino un parente della famiglia Hokuto, vedremo lentamente sbocciare il talento dell’autore, intento a cesellare con sempre maggiore ambizione i suoi intrighi. L’ilarità di Nonaka evolverà nel corso della pubblicazione verso una forma meta-umoristica, atta a indagare i segreti che rendono un gag manga di successo divertente, senza dimenticare che anche tali rivelazioni, narrate dal suo alter ego, avranno un tono sagace e irriverente. Egli manipola la realtà delle trame scolastiche moderne, denudandone le fini meccaniche e incastonando al loro interno il surreale design dei manga di combattimenti anni ottanta, densi di tesissime espressioni pietrificate, decisamente irresistibili per un certo tipo di discutibile palato nipponico. La bontà dell’opera è dimostrata dalla magniloquente demenza con cui l’autore esprime il non-senso più puro dei personaggi, comandati come marionette in un teatro dell’assurdo. I derelitti iscritti alla Cromartie si ritroveranno ad applicare ragionamenti logici di una certa complessità pur di risolvere dilemmi dall’irrilevante importanza, trovando una soluzione apparentemente coerente, che si rivelerà sempre e comunque meno

fantasiosa, assurda e pungente di quella che ci servirà su un piatto d’argento l’autore come conclusione dello sketch. Purtroppo alcune di queste gag si perdono irrimediabilmente nell’oceano dell’incomunicabilità tra occidente e oriente, risultando poco tangibili. CHS eredita lo spirito guascone del culto Sexy Commando Gaiden di Usuta, l’atmosfera irreversibile di costante pericolo presente nelle opere di Burunson e l’amore incondizionato di Araki per i personaggi plasmati dall’amata g-pen. Purtroppo la delimitazione tra il concetto di omaggio e quello di citazionismo barbaro è più labile di quello che si possa credere e Nonaka supera più volte questa linea di demarcazione finendo col danneggiare la sua opera e apparendo al lettore vagamente pedante. Di certo i continui riferimenti culturali popolari inseriti non hanno controbilanciato la debolezza dell’intreccio dei primi tankobon. Essendo un gag manga, comunque, la ripetitività può essere giustificata, visto che molte delle scenette comiche reiterate nei capitoli iniziali andranno a formare l’ossatura di tormentoni efficaci nei successivi. È logico come questo genere non necessiti orpelli visivi raffinati, ma Nonaka riesce nell’impossibile compito di essere alternativamente un delicato esteta delle espressioni e un pigro disegnatore che ricicla a un ritmo allarmante le sue tavole (seppur con infinita autoironia). Inoltre il suo tratto è a volte impreciso, disordinato, ma riesce sempre a mantenere alto l’interesse del lettore, probabilmente grazie alle infinite linee di dialogo a cui esso è sottoposto incessantemente. È in conclusione un ottimo companatico a fumetti più impegnati ma sfortunatamente appare ancora incompleto a chi conosce l’idioma d’Albione: dei diciassette volumi pub-

La madre di Maeda è di certo il personaggio più mascolino dell’intera pubblicazione. Ogni sua rarissima apparizione strapperà una sincera risata al lettore, gelando il sangue a tutti gli studenti presenti nelle vicinanze

blicati in Giappone dal 2001 solo dodici sono stati tradotti. E dei successivi non ne compare nemmeno l’ombra all’orizzonte.

Hokuto e il suo lacchè anonimo, nella loro immensa frustrazione da mancato dominio mondiale, si ritroveranno più volte ad agire impulsivamente, per esempio gettando una foca omonima nelle gelide rive di un fiume per eliminare un possibile rivale (senza riuscirci)

PLAYERS 06 PAGINA

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Players 06 (Free Edition)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

Players 06 (Free Edition)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

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