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SCREENS | VG | cinema

GRIND HOUSE

01

di piero ciccioli

D

le radici trash di

dead space PLAYERS 06 PAGINA 36

ead Space è probabilmente la prima serie di videogiochi a proiettare in maniera convincente il genere survival horror nell’ambito sci-fi, riuscendo in un’impresa dove anche sviluppatori assai smaliziati avevano fallito (basti citare Dino Crisis 3 di Capcom). Si tratta di un risultato che è stato raggiunto anche grazie all’efficace integrazione nel contesto videoludico di soluzioni ereditate dal cinema horror fantascientifico. Per esempio, sono individuabili lineamenti estetici e di sceneggiatura apparentemente influenzati da Event Horizon (1997), come il concept dell’astronave contaminata da un oggetto alieno, che induce l’equipaggio al suicidio collettivo, in un vortice di allucinazioni e deliri mistici. Ciononostante, alcuni tratti cardine del brand, come la spiccata vocazione verso il disgustoso nella resa grafica dei necromorfi o i divertiti eccessi di gore, sembrano avere un’intima connessione con una diversa sottobranca del cinema fantastico, molto meno mainstream e tutt’altro che raffinata. Si tratta della serie di B-movie splatter a tema sci-fi prodotta durante i primi anni Ottanta per “exploitare” il successo di Alien, attraverso l’esasperazione degli aspetti prettamente

truculenti della pellicola di Ridely Scott e l’introduzione di elementi accattivanti per il pubblico adolescenziale, come esseri sempre più ripugnanti e scene softcore. Coagulati dal rigoroso rispetto di tali regole non scritte, questi film hanno generato una massa critica capace di diventare testo, sia a livello stilistico che concettuale, arrivando verosimilmente a ispirare anche prodotti recenti, come Dead Space. Gli apripista di questo filone sono Galaxy of Terror (1981) e Forbidden World (1982), entrambi prodotti dal magnate dell’exploitation Roger Corman. Il primo è una sorta di manifesto programmatico del sottogenere, fondandosi sulla spettacolarizzazione della violenza aliena (esploratori spaziali dilaniati nei modi più atroci dai tentacoli uncinati di creature aberranti) e su assurde scene erotiche. Tra queste, spicca la sequenza in cui un’astronauta viene violentata da un verme gigante. Curioso notare che, sul set, l’attrice stava per essere schiacciata dagli oltre quattrocento chili del mostro di lattice e il tutto sotto lo sguardo di un imberbe James Cameron, allora assistente alla regia. Il film introduce in nuce anche il tema del manufatto alieno incantatore, che, in questo caso, si risolve in una piramide capace di materializzare le paure

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Players 06 (Free Edition)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

Players 06 (Free Edition)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

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