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screens | cinema

The King of Kong: a Fistful of Quarters di Seth Gordon

Burma Vj di Anders Ostergaaard e Lise Lense-Moller

Un tributo ai videogiochi e alla ricerca della perfezione manuale e tecnica che essi richiedono. Due super geek si sfidano nell’arco di trent’anni, cercando di ottenere il miglior punteggio possibile a Donkey Kong, storico arcade di Nintendo. Pungente, ironico ma anche capace di mostrare che la passione per i videogiochi può portare a migliorarsi continuamente, come se fosse un vero e proprio sport. È meraviglioso assistere, nell’era dell’online e dei comportamenti da veri decerebrati cui spesso ci si imbatte giocando con un estraneo via Live o PSN (quando funziona), alla singolar tenzone offline di due persone che si rispettano, manco fossero cavalieri medioevali alle prese con un torneo. Una meravigliosa testimonianza di come è cambiato il mondo dei games dagli anni ‘80 a oggi e un film avvincente e appassionante anche per chi non ha mai toccato un joystick in vita sua. Ironia della sorte, oggi il record del gioco è detenuto da un terzo giocatore: per la serie “tra i due litiganti...”.

Armato di piccole telecamere, un gruppo di giovani birmani mostra al mondo, rischiando la pelle, le repressioni del regime al governo avvenute nel settembre del 2007 (durante la cosiddetta “rivoluzione zafferano”) contro i manifestanti, guidati dai monaci buddisti, ispirati dalla leader dissidente e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Senza internet né televisioni che mostrassero allora l’accaduto, oggi restano solo queste preziose testimonianze a denunciare i gravissimi episodi avvenuti. I nastri, ottenuti dai videoreporter clandestini di Democratic Voice of Burma (un’organizzazione non-profit di comunicazioni situata a Oslo, in Norvegia), vennero contrabbandati e passati fisicamente di mano in mano fino a uscire dal Paese e raggiungere quindi la notorietà internazionale. Una porta aperta sui problemi di un Paese quasi mai in prima pagina e troppo spesso dimenticato dai media tradizionali. Il documentario è stato candidato all’Oscar 2010.

Food Inc. di Robert Kenner Deprimente (quanto a contenuti, la forma è eccezionale) pamphlet contro i metodi utilizzati dalle aziende alimentari nella lavorazione del cibo su scala industriale. Se in altre opere come Super Size Me si metteva alla berlina solo il mondo dei fast food, qui l’indagine è svolta a più ampio raggio e coinvolge le multinazionali del cibo, ponendo l’attenzione sull’inquinamento prodotto dagli stabilimenti, la pessima qualità di ciò che mangiamo e sull’incredibile

PLAYERS 06 PAGINA 26

potere lobbystico che detengono le aziende in questo settore, che arriva a irridere quello dei governi nazionali. Non stupisce sapere che gran parte del budget del film è servito a pagare gli avvocati per le varie denunce ricevute dagli autori da parte delle società alimentari. Candidato all’Oscar 2010. Variety l’ha definito “Un horror movie per chi ha una coscienza sociale”. La morale? Sì, mangiamo merda e spesso ne siamo pure consapevoli. Intanto le aziende si arricchiscono a nostre spese e sulla nostra salute...

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Players 06 (Free Edition)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

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