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Il Boombox, negli anni settanta-ottanta, è stato il protagonista indiscusso della crescita dell’hip hop. Nei tempi d’oro, associato ai cappellini della New Era, ai pantaloni Baggy, alle t-shirt oversize e alle scarpe da basket, ha fatto davvero tendenza. La sua estinzione coincise con la diffusione di massa del walkman e l’inizio dell’era della musica in-ear. Complice del successo planetario di questa nuova moGDOLWjG¡DVFROWRIXODVFHQDVLPERORGHOÀOP´,OWHPSRGHOOH mele� di Claude Pinoteau, dove una giovanissima Sophie Marceau, nei panni della protagonista Vic, indossava un paio GLFXIÀHWWHHQHOIUDVWXRQRGLXQDIHVWDDVVLHPHDOVXRUDJD]zo, ascoltava musica romantica proprio da un walkman. Il chiassoso boombox, da quel momento, ha lasciato spazio al primo personal device di massa, al primo riproduttore audio da passeggio che consentiva ai giovani di isolarsi con la propria musica. Ragionando con il senno di poi, il boombox consentiva la socializzazione, il walkman l’isolamento. Due atteggiamenti che, senza troppi contrasti, convivono nella Net Generation ovvero i Millennials, i nati tra gli anni ottanta e i primi anni duemila nel mondo occidentale. Procedendo nel progetto del mio boohmbox, appariva sempre piÚ evidente che il risultato sarebbe stato un oggetto 59

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Tre progetti per il futuro prossimo venturo della comunicazione DOOH

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