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anche i più belli, hanno fatto il loro corso. Così come sono, IDUDQQRODÀQHGHL´FHUFDSHUVRQHµRGHOOH´DJHQGHHOHWWURQLche”. Diventeranno pressoché inutili appena qualcuno troverà il modo di mettere qualcosa di simile ad uno smartphone per strada oppure nelle stazioni, negli aeroporti, ovunque SRVVDQRLQWHUFHWWDUHÁXVVLSHGRQDOLRYHLFRODUL Ci ho provato. Ho provato ad immaginarlo il “Telefonone”. Sono partito dal concetto di mobilità e di qualità.  3HUFRPHVLDPRDELWXDWLqGLIÀFLOHSHQVDUHFKHSHUDWWLrare l’attenzione si possa scendere, esteticamente e tecnicamente, sotto il livello dei telefonini che abbiamo in tasca, anzi probabilmente dovremo fare qualcosa in più. Pensando a come avrei sviluppato il mio telefonone ho fatto la lista della spesa. Al primo punto ho indicato uno VFKHUPRDGDOWDGHÀQL]LRQHJUDQGHDOPHQRPTXWLOL]]DELle in orizzontale ma anche in verticale e questo, utilizzando i led passo 4 o addirittura 2, si avvicinerebbe a quello dei telefonini più diffusi. Visto più o meno da 5 m l’impatto sarebbe stato già buono, allontanandoci ancora di più. La tecnologia per fargli fare tutte le cose che ci piacciono ci sarebbe ma andrebbe adattata e personalizzata per l’utilizzo condiviso, quindi un po’ di lavoro restava da fare. Al secondo punto della lista ho messo un apparato audio adeguato all’utilizzo open air in grado di garantire qualità ed HIÀFLHQ]DVWXSHIDFHQWL Ho utilizzato questo aggettivo perché ero certo che queVWDVDUHEEHVWDWDODOHYDSLHIÀFLHQWHSHUIDUSLDFHUHDWXWWLLO mio device, in particolare ai giovani.  4XDWWURDPSOLÀFDWRULGDZ'XHSHULVXEHJOLDOWUL due per medi e alti, avrebbero fatto il loro dovere e segnato la 47

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Tre progetti per il futuro prossimo venturo della comunicazione DOOH

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