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l’ARTE

nominato professore di scultura all’accademia di Belle arti di Macerata. Ha realizzato performance, oltre che a Londra e a Liverpool, a Città del Messico, Milano, amsterdam, Copenaghen, vienna e Madrid, proponendo il suo corpo come linguaggio espressivo assoluto, distruggendo vergogne e pudori che la società impone, esorcizzandole attraverso la messa in scena delle proprie esperienze corporali: un corpo che diviene superficie simbolica di alterazione di equilibri psicofisici, il corpo sociale esposto, alterato, denunciato, che mostra il lato oscuro della natura umana. il suo sangue sgorgava, ed era un’esperienza viscerale, rituale, fisica, legata alla vita in maniera laica e pagana, lontana dall’idea di santificazione cattolica. il suo sangue poteva essere mischiato con altri liquidi corporali di cui la gente abi-

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tualmente ha vergogna, liquidi di scarto, come l’urina, la saliva, lo sperma che l’artista condivideva, attraverso l’arte, all’interno di un processo emozionale, catartico e liberatorio. il pubblico, in questo processo, non veniva considerato mai come un elemento passivo, ma interagiva grazie a momenti di intimità, come uno sguardo, un contatto personale, oppure tramite momenti collettivi di visibilità massima del lavoro in cui l’artista invitava a riflettere sulle vicende che riguardano gli essere umani, sulle regole e sui comportamenti imposti, anche mediante un lavoro traumatico. Non importa se si raccontava una storia dall’inizio alla fine, se alle domande non corrispondeva sempre una risposta, importante era cogliere l’istante, il contatto, la possibilità comunicativa attraverso immagini.

ancora oggi Franko B lavora con immagini concrete che diventano icone e simboli, immagini sindoniche in cui la tela è il corpo universale, così come un tempo il corpo era la tela e il sangue il colore. in questo lavoro di pittura c’è un processo di sintesi e se nel lavoro performativo c’era un tempo percettivo che si consumava tra orrore e seduzione, nell’attuale lavoro pittorico c’è un tempo in cui le immagini si fissano nella retina, emergono dal buio e si traducono in corpi sensualissimi, come due uomini che si baciano, oppure in scene di violenza e tortura che richiamano la prigione di abu Grahb, vicino Baghdad. immagini che destabilizzano la virtualità di ciò che arriva dall’universo di MTv e delle televisioni digitali che caratterizzano l’epoca contemporanea, immagini, come quella dei due ragazzi impiccati in irak, diffusa tramite inter-

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net, condannati dalla sharia la legge islamica che punisce con la morte la pratica omosessuale, che l’artista rappresenta su tela, contrapposte ad un altro universo parallelo, più luminoso, e “intrecciato”, che presenta in maniera, semplice e disarmante, i segni della natura, con farfalle, fiori e uccelli, anche questi disegnati su tela con filo rosso, di francescana memoria. Nella performance Love in times of pain, a Milano al Pac (2010), il corpo è nero, come i suoi quadri e gli animali impagliati. il nero, il colore della notte, nasconde ogni traccia personale dei tatuaggi: emerge un corpo che diviene luogo di utopia e di inesplorabili e misteriosi altrove (Michael Foucault). Un corpo maturo che va oltre lo stereotipo del rituale in passerella per comunicare, con delicata e inusitata poetica, la compassione universale del dolore, come gli animali imbalsamati, scelti dall’artista in un mercatino londinese, che vengono ricoperti di un nero bituminoso, e collocati, attraverso un processo di identificazione e di amore, nella dimensione dell’arte che li riattualizza con una nuova vita. L’arte è come un virus buono e non bisogna averne paura, anche se non sai come e quando ti ha contagiato, è per questo virus che ho la forza di alzarmi al mattino .3 Un virus sinonimo di libertà, memoria, forza e romanticismo. L’autore ringrazia franko B e Bex Carrington dell’Università di Bristol, UK, per la disponibilità e per la collaborazione.

franko B http://www.franko-b.com/ THe UNiversiTY oF BrisToL The franko B Archive

http://www.bris.ac.uk/theatrecollection/liveart/liveart_FrankoB.htm

j franco B Home Gallery: Home White Room| 2001, London University of Bristol Theatre Collection, Franko B archive (Photo: unknown) f franco B If you Love Me | 1999 University of Bristol Theatre Collection, Franko B archive (Photo: Jamie McLeod)

arte

Franco B in

Oh Lover Boy: on the knees 3 | 2000

University of Bristol Theatre Collection, Franko B archive (Photo: Manuel Vason) Incontro con Franko B, Centro per l’arte contemporanea Luigi pecci, 27 maggio 2009, prato 2 Ibidem 3 Ibidem 1

NOTE

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Newl'Ink N.3  

NEWL’INK si rivolge a tutti coloro che hanno voglia di approfondire, attraverso la lettura e la visione di ottime immagini, argomenti cultur...

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