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Quaderno della doglianza e della contentezza Per spiegare cos’erano i «quaderni di doglianza», Cosimo disse: Proviamo a farne uno -. Prese un quaderno da scuola e l’appese all’albero con uno spago; ognuno veniva lì e ci segnava le cose che non andavano. Ne saltavano fuori d’ogni genere: sul prezzo del pesce i pescatori, e i vignaioli sulle decime, e i pastori sui confini dei pascoli, e i boscaioli sui boschi del demanio, e poi tutti quelli che avevano parenti in galera, e quelli che s’erano presi dei tratti di corda per un qualche reato, e quelli che ce l’avevano coi nobili per questioni di donne: non si finiva più. Cosimo pensò che anche se era un «quaderno di doglianza» non era bello che fosse così triste, e gli venne l’idea di chiedere a ognuno che scrivesse la cosa che gli sarebbe piaciuta di più. E di nuovo ciascuno andava a metterci la sua, stavolta tutto in bene: chi scriveva della focaccia, chi del minestrone; chi voleva una bionda, chi due brune; chi gli sarebbe piaciuto dormire tutto il giorno, chi andare per funghi tutto l’anno; chi voleva una carrozza con quattro cavalli, chi si contentava d’una capra; chi avrebbe desiderato rivedere sua madre morta, chi incontrare gli dèi dell’Olimpo: insomma tutto quanto c’è di buono al mondo veniva scritto nel quaderno, oppure disegnato, perché molti non sapevano scrivere, o addirittura pitturato a colori. Anche Cosimo ci scrisse: un nome: Viola. Il nome che da anni scriveva dappertutto. Ne venne un bel quaderno, e Cosimo lo intitolò «Quaderno della doglianza e della contentezza». Ma quando fu riempito non c’era nessuna assemblea a cui mandarlo, perciò rimase lì, appeso all’albero con uno spago, e quando piovve restò a cancellarsi e a infradiciarsi, e quella vista faceva stringere i cuori degli Ombrosotti per la miseria presente e li riempiva di desiderio di rivolta. Insomma, c’erano anche da noi tutte le cause della Rivoluzione francese. Solo che non eravamo in Francia, e la Rivoluzione non ci fù. Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti.

Scrivi o disegna la tua doglianza e la tua contentezza…

i tuoi pensieri entreranno a fa parte del nostro quaderno della doglianza e della contentezza che potrai sfogliare su www.giandeibrughi.it

Bogliasco 22 giugno 2014 - DI FOGLIO IN FOGLIA - Letture Rampanti Letture da Il Barone Rampante:

Giotto Barbieri, Dada Barbieri, Patrizia Biaghetti, Rodolfo Decleva, Augusto Forin, Tiziano Robello, Sergio Siri Interventi musicali:

Daniela Piras Scenografia:

Patrizia Biaghetti, Annalisa Roggieri Fonica:

Paolo “Rullo” Tamagno Allestimento, Regia, Luci e…

Agitatori Culturali Irrequieti


Quaderno della doglianza e della contentezza Per spiegare cos’erano i «quaderni di doglianza», Cosimo disse: Proviamo a farne uno -. Prese un quaderno da scuola e l’appese all’albero con uno spago; ognuno veniva lì e ci segnava le cose che non andavano. Ne saltavano fuori d’ogni genere: sul prezzo del pesce i pescatori, e i vignaioli sulle decime, e i pastori sui confini dei pascoli, e i boscaioli sui boschi del demanio, e poi tutti quelli che avevano parenti in galera, e quelli che s’erano presi dei tratti di corda per un qualche reato, e quelli che ce l’avevano coi nobili per questioni di donne: non si finiva più. Cosimo pensò che anche se era un «quaderno di doglianza» non era bello che fosse così triste, e gli venne l’idea di chiedere a ognuno che scrivesse la cosa che gli sarebbe piaciuta di più. E di nuovo ciascuno andava a metterci la sua, stavolta tutto in bene: chi scriveva della focaccia, chi del minestrone; chi voleva una bionda, chi due brune; chi gli sarebbe piaciuto dormire tutto il giorno, chi andare per funghi tutto l’anno; chi voleva una carrozza con quattro cavalli, chi si contentava d’una capra; chi avrebbe desiderato rivedere sua madre morta, chi incontrare gli dèi dell’Olimpo: insomma tutto quanto c’è di buono al mondo veniva scritto nel quaderno, oppure disegnato, perché molti non sapevano scrivere, o addirittura pitturato a colori. Anche Cosimo ci scrisse: un nome: Viola. Il nome che da anni scriveva dappertutto. Ne venne un bel quaderno, e Cosimo lo intitolò «Quaderno della doglianza e della contentezza». Ma quando fu riempito non c’era nessuna assemblea a cui mandarlo, perciò rimase lì, appeso all’albero con uno spago, e quando piovve restò a cancellarsi e a infradiciarsi, e quella vista faceva stringere i cuori degli Ombrosotti per la miseria presente e li riempiva di desiderio di rivolta. Insomma, c’erano anche da noi tutte le cause della Rivoluzione francese. Solo che non eravamo in Francia, e la Rivoluzione non ci fù. Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti.

Scrivi o disegna la tua doglianza e la tua contentezza…

i tuoi pensieri entreranno a fa parte del nostro quaderno della doglianza e della contentezza che potrai sfogliare su www.giandeibrughi.it

23 Luglio 2017 Rocchetta Ligure - DI FOGLIO IN FOGLIA - Letture Rampanti Letture da Il Barone Rampante:

Patrizia Biaghetti, Luana Buscaglione, Rodolfo Decleva, Augusto Forin, Gysel Grossi, Daniele Reverberi, Floriano Robello, Tiziano Robello Interventi musicali:

Augusto Forin, Tiziano Robello Scenografia:

Patrizia Biaghetti Fonica:

Paolo Dario “Rullo” Tamagno Luci, Allestimento, Regia e…: Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi


Quaderno della doglianza e della contentezza  

le doglianze e le contentezze degli spettatori di "Di Foglio in Foglia" Letture Rampanti degli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brugh...

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