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Processo Rostagno

L’ex boss mazarese ha poi spiegato perché il delitto Rostagno avvenne proprio a Trapani: “Siamo nell'88, le forze di polizia… le forze dell'ordine hanno le idee chiare sulla provincia di Trapani, tranne che a Trapani, perché a Trapani ancora cercano Totò Minore”. La realtà era quella che Totò Minore era già morto da un pezzo, ucciso per vendetta, ordita da Riina, nel novembre del 1982. “Il fatto che a Trapani tutto quello che riguardava la mafia veniva ricondotto a Minore permetteva di compiere i delitti sicuri che mandanti ed esecutori sarebbero rimasti meglio coperti da uno che non c’era più”. Se il delitto fosse avvenuto a Castelvetrano, per esempio, si sapeva che lì a comandare erano i Messina Denaro. A Trapani comandava già Virga, e forse Rostagno fu ucciso perché aveva intuito (o scoperto)che Minore non c’era più ed

era stato sostituito da uno che alla mafia aveva fatto cambiare pelle, ed erano nati nuovi equilibri. Quella di Virga era la mafia che era anche impresa, era la mafia che non riscuoteva dagli imprenditori il “pizzo” ma quella che anni dopo da un pm, il magistrato Andrea Tarondo, verrà indicata come la “quota associativa a Cosa nostra”. C’è un foglio, trovato tra gli appunti di Rostagno, dove c’è un elenco di nomi, anche quello di Totò Minore, stranamente però “tagliato” con un tratto di penna. Sullo sfondo di questo racconto di Sinacori, quanto dello stesso processo in corso oramai dal due febbraio dello scorso anno, dinanzi alla Corte di Assise presieduta dal giudice Angelo Pellino, si staglia il ruolo che sarebbe stato svolto dall’editore della tv dove Rostagno operava, ossia l’imprenditore Puccio Bulgarella, anche lui deceduto da qualche anno. Sinacori ha confermato il

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legame di questi con imprenditori importanti di Cosa nostra, come Angelo Siino il cosidetto ministro dei lavori pubblici di Totò Riina. Siino (ora pentito che verrà sentito in una delle prossime udienze) sapeva certamente che Minore non c’era più e che era Virga a comandare a Trapani. Indubbiamente una realtà conosciuta anche da Puccio Bulgarella. A questo ambiente non era sconosciuta quale era nel 1988 l’attività prediletta di Vincenzo Virga, la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Virga di fatto controllava a Trapani l’impianto di riciclaggio di contrada Belvedere, sia nella fase di costruzione che in quella materiale di gestione, gestiva una società che si occupava di rifiuti ospedalieri, ma si sarebbe anche interessato di smaltimenti illegali. Sinacori ha confermato: “…era quello che loro facevano: la raccolta negli ospedali. Facevano la raccolta dopo li volevano mandare all’estero”.

Casablanca n.22  

Il numero di gennaio 2012

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