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Mestieri dello spettacolo

storie che ritiene rilevanti, costumi, dettagli e personaggi. Stabilita la struttura, il film viene diviso in categorie, ognuna assegnata a una squadra di esperti che si occupano dei diversi aspetti artistici e tecnici. Letteri supervisiona l’intero processo, fornendo le direttive e l’impronta stilistica. Lavorare su un film come Avatar è stato molto stimolante, perché ha dovuto creare ciò che non esisteva. Ma per Letteri la sfida più coinvolgente è dare vita a personaggi e mondi coi quali il pubblico possa identificarsi e vivere come «reali», che sia la New York anni Trenta di King Kong o le storie raccontate da J.R.R. Tolkien. Ama lavorare con i personaggi di fantasia: non vuole limitarsi a imitare la vita, ed è affascinato dal potenziale espressivo di personaggi fantastici. Per lui quello che veramente conta in un film

impiegata principalmente nei film fantastici e di avventura, ma in misura maggiore o minore viene usata anche nella maggior parte dei film girati oggi. Possiamo immaginare Joe Letteri come un moderno artigiano nella sua bottega futuristica, dove al posto di edifici o navi vengono commissionati film, per i quali i registi dettagliano le loro richieste. Joe Letteri ha costruito un set dove James Cameron potesse lavorare e girare direttamente nel mondo virtuale. Peter Jackson, produttore e regista de Il Signore degli Anelli, King Kong, Le Avventure di Tintin e Lo Hobbit è invece molto specifico nella selezione delle parti delle

di successo è una qualità impalpabile, costituita da dettagli ed espressioni che coinvolgano lo spettatore a un livello emotivo. Ragione per cui è fiero di essere stato nominato Ufficiale onorario dell’Ordine del merito della Nuova Zelanda dalla Regina Elisabetta II. Oltre ai molti premi vinti (quattro Oscar e quattro Bafta, Saturn, Visual Effects Society, Ioma) questo è il riconoscimento del suo lavoro, per mezzo del quale il pubblico si identifica nelle storie che rappresenta e nelle quali può vivere, almeno al cinema, i propri sogni. Joe Letteri è impegnato adesso nella produzione della trilogia de Lo Hobbit, diretta da Peter Jackson, e L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder.

© TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION

della superficie, e di come la luce si riflette e viene rifratta. Avendo fatto sua l’essenza delle arti figurative, Joe Letteri sa che la luce è intrinseca alla percezione e la usa sapientemente in combinazione con il movimento e i personaggi per ottenere la sincronicità visiva di quello che accade sullo schermo, ciò che lo spettatore percepirà come «vero». Joe Letteri è il supervisore capo degli effetti speciali della Weta Digital, la società di produzione creata da Peter Jackson negli anni 90. È alla guida di un’industriosa e motivata squadra di giovani artisti di talento. La realizzazione di un film digitale ha incrementato il numero di persone coinvolte in una singola produzione. Basti pensare che quasi 900 addetti hanno lavorato ai soli effetti speciali di Avatar di James Cameron. Questa sofisticata tecnologia è

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Sopra, Andy Serkis diventa Caesar ne «L’Alba del pianeta delle scimmie»; in basso Joe Letteri riceve l’Oscar con Brian Van’t Hul e Christian Rivers per gli effetti speciali di King Kong (2006). A destra, in alto Tintin e il capitano Haddock, in basso Ann Darrow (Naomi Watts) con King Kong sull’Empire State Building.

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Mestieri d'arte n°6  
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