Page 48

48 Piccole trasgressioni, scatti carichi di azzardi, malizia nel porgere, intelligenza nel guardare. Damiani ha l’arguzia per cogliere ogni piccola occasione, e quindi intessere rapporti con aziende di vario tipo, cercare e trovare la disponibilità dei materiali, giustapporre le parti per arrivare, in molti casi, addirittura alla creazione di nuove tipologie. Lorenzo Damiani ha ripercorso con il suo progetto moltissimi oggetti: dal tavolo allo specchio, dal ventilatore al crocifisso, dalla bottiglia al pettine e poi il cavatappi, il rubinetto, la maniglia e… reinterprentandole non solo con la sua capacità «di dare forma» ma anche con un metodo tutto personale. Un metodo basato sulla decodificazione e reinterpretazione dell’oggetto, attingendo alle modalità e all’esperienza delle discipline vicine al design, come l’arte e l’arte applicata, e operando con sempre maggiore lucidità. Molte opere di Damiani sono il risultato di personali sperimentazioni, di manipolazioni e di una grande passione nei confronti della sua «bottega artigiana» fatta di partecipazione, passione, voglia di conoscere la materia ma anche capacità di infondere in quest’ultima intelligenza e ironia. Quegli oggetti che a prima vista appaiono «sem-

plicemente ingenui» sono il risultato più qualificante per il suo lavoro e questo è la dimostrazione dell’entusiasmo con cui Damiani affronta il progetto e della facilità con cui raggiunge la sintesi tra pensiero e materia, per arrivare alla forma che interpreta alla perfezione la sua funzione. Il modo migliore per leggere i contenuti, le invenzioni, le trasformazioni dei materiali nelle opere di Damiani è analizzarne qualcuna delle più rappresentative. L’attenzione alle problematiche ambientali e produttive, nella logica che è meglio riutilizzare piuttosto che buttare dando vita a modi diversi di interpretare l’uso dei materiali, è ben leggibile in numerosi progetti tra i quali «Udine Chair», sedia con un’imbottitura morbida e confortevole realizzata servendosi di quella segatura che, generalmente, viene eliminata durante i cicli di lavorazione. Perché non riutilizzarla? È pur sempre nobile legno! In «152 collection» sono gli scarti di un altro nobile materiale, il vetro, a dar vita a una collezione di ciotole. L’idea nasce soffiando dei contenitori trasparenti a forma di ciotole dentro cui vengono inseriti i «cocciami» delle lavorazioni muranesi che, opportunamente ripuliti, divengono parte integrante del progetto. Questi scarti dalle

PURE IN QUESTO PROGETTO PREVALE

L’ASPET T O

AIRPOUF – 2005 – PRODUZIONE CAMPEGGI Airpouf è un aspirapolvere che può essere collocato in bella mostra per accogliere gli ospiti, comodo come seduta ma anche come elettrodomestico. La fusione tra i due elementi dà vita a una tipologia oggettuale ibrida, un pouf–aspirapolvere ricoperto di tessuto sfoderabile. Si presenta come una sfera con tre fori: uno per il tubo di aspirazione, uno per l’accensione e uno per lo sfiato.

13 damiani2_TL.indd 48

09/11/12 17:06

Mestieri d'arte n°6  
Mestieri d'arte n°6  
Advertisement