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Marco Gemelli

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IL MESTIERE È FLORENS Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze un convegno dedicato alla contemporaneità dei nostri valori. Con un messaggio per il futuro

I mestieri d’arte protagonisti del futuro grazie alla lungimiranza di fondazioni che tramandano antichi saperi coniugandoli alla contemporaneità. Un messaggio di fiducia rivolto alle nuove generazioni quello che ha caratterizzato la sessione dei lavori di «Florens 2012» nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze. Qui Swan Group e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte hanno invitato importanti relatori di caratura internazionale per evidenziare le peculiarità delle botteghe all’interno delle quali si cela un patrimonio inestimabile, costituito da un’intelligenza che è nelle mani, nel cuore e nella testa dell’uomo. Un’eredità che rischiamo di perdere ogni giorno, sotto i colpi di un pensiero globalizzante che spinge all’omologazione e all’appiattimento dei gusti. I lavori moderati dal condirettore di Swan Group, Gianluca Tenti, hanno definito una prospettiva di alte aspettative a livello internazionale, tale da confermare come la manualità unita al design siano oggi elementi di forza anche nella conquista di nuovi mercati, ovviamente se riferiti a prodotti di qualità. Per la verità il «percepito» non è solare come meriterebbe. Persistono alcuni

luoghi comuni che hanno contribuito nel tempo a rafforzare una percezione del «saper fare» vecchia, più che antica: un’immagine polverosa, una grigia fotografia di anziani chiusi nelle botteghe, curvi sui tavoli di lavoro a battere legno, soffiare vetro o forgiare metalli. Nulla di più sbagliato. I più saggi lo hanno capito da tempo, offrendo al maestro d’arte tutele istituzionali e legislative (soprattutto all’estero), oltre a quelle economiche frutto di mecenati e aziende lungimiranti. L’Italia deve molto a Franco Cologni, presidente dell’omonima Fondazione, secondo cui la soluzione parte dalla semantica: «L’artigianato artistico viene fatto coincidere con l’idea del lusso, con tutto ciò che ne deriva in termini di percezione. In realtà è un bene culturale, un valore che si tramanda nel tempo». Dello stesso parere Mauro Fancelli, presidente degli artigiani di Cna Firenze (11mila imprese) e vicepresidente di Florens: «La capacità di abbinare creatività e manualità per trasmettere emozioni è un linguaggio attraverso cui l’uomo si scambia cultura». Stefano Micelli, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ammette che «oggi il ter-

COMUNICARE LA TRADIZIONE Sopra da sinistra, gli interventi di Stefano Micelli e Franco Cologni, Giovanni Gentile consegna il «Marzocco» a Juan Carlos Torres (Ceo di Vacheron Constantin) con Mauro Fancelli di Florens, a destra Enrico Finzi. Nella pagina a sinistra il Salone dei Cinquecento.

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Mestieri d'arte n°6  
Mestieri d'arte n°6  
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