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S E G N A L A Z I O N I  AUTORI GIORGIO VIGNA Opere per Venini

Curata da Attilia Dorigato, al Museo Correr di Venezia, la mostra “Nature di vetro” presenta una ricca selezione di opere recenti in vetro di Giorgio Vigna alcune create per quest’occasione integrate in un allestimento dello stesso autore, in cui il vetro si fa tramite di un immaginario percorso tra acqua, fuoco e vento. I 50 lavori esposti realizzati tra il 1998 ed il 2002 includono, oltre ai celebri vasiscultura, un’installazione di sassi e una serie di gioielli, affiancati dalla singolare presentazione del progetto ejewels, ovvero gioielli virtuali da scaricare dal web e “maneggiare” liberamente, proposta su supporti Hewlett Packard. La ricerca artistica di Vigna si snoda intorno a forme e materiali capaci di mettere in risonanza forza immaginativa ed elementi della natura nei suoi aspetti primari e primordiali. Avventure geologiche di terra e d’acqua, di fuoco e di vento costituiscono il fulcro della sua ricerca in cui si combinano naturale e artificiale, povero e prezioso, elementi del senso comune e fantasticherie ardite. L’autore si muove infatti su un insolito confine tra il mondo reale e quello immaginario e le sue creazioni hanno il fascino degli oggetti che abitano i sogni, familiari e alieni al tempo stesso. La materia viene lavorata assecondandone la natura ma anche esplorandone i limiti fino al

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paradosso e svelandone possibilità nascoste, fino a diventare altro da sé, concreta espressione di mondi possibili. Le forme sono anch'esse primarie, elementari. Forti e naturali, universali e senza tempo, sempre ricche di valenze simboliche. IsabellaTaddeo

mad?’ e, su una parete, un’enorme tavola di schizzi, appunti, disegni preparatori, maquette…, in un furore d’invenzione ludicolinguistica che tiene insieme l’anima e l’animato, l’animalità e l’umanità dell’uomo. Maurizio Giannangeli

Roberta Colombo alla Galleria Magenta 52

ROSA VERGINE CANALELLA CORNICI D’AUTORE Complementi d’arredo, oggetti d’affezione, elementi di una scenografia intima e profonda che trova la sua massima espressione nella terra, materia di cui si compongono. Lo stile raffinato e semplice, il gusto armonico, la spontaneità e la naturalezza delle composizioni trasmettono una immagine di movimento e freschezza, delineando una vitalità non priva di emozioni che nel tempo si rinnova. L’originalità delle tecniche dettata dalla continua ricerca del nuovo, fornisce elementi sempre diversi che prendono forma rivestendosi di luce e colore. Quella stessa ricerca che trova spazio nel silenzio, ove si celano interi universi, in cui l’animo si acquieta, trova la sua gioia, si manifesta. E’ con questa consapevolezza che l’obiettivo non è mai un traguardo ma un punto da cui librarsi di volta in volta, rigenerandosi. Su queste tracce l’autrice Rosa Vergine Canalella orienta da alcuni anni il suo percorso artistico, nel laboratorio alle porte di Firenze, ma deve tanto alla formazione milanese e non di meno alla sua amata terra di Lucania.

Forme d’animali che ritraggono un bestiario dell’anima. Un riavvicinarsi all’uomo riconoscendo in lui umanità e animalità in modo ironico e divertito. Un’umanità, anzi, che dall’animalità nasce in forma rituale, come per gioco, ma senza irriverenze. Così l’animale per eccellenza più vicino all’uomo, il maiale, il nimal (porcello) dei dialetti italiani del Nord, ritrova la sua ricomposizione simbolica nei quarti e posteriori colorati, nel grugno brunito, nello scapolare chiazzato, in un puzzle che riunisce quei pezzi di cui l’uomo, per suo uso, nulla ha scartato. Ritrasformato così il nimal diviene ironicamente il pigzzle linguisticamente ricomposto in una immagine che ha del sacro, in un’icona al cui cospetto ci si avvicina con riguardo, con quel rispetto che si prova verso qualcosa, o qualcuno, cui si è serenamente debitori, per la vita. Dall’acqua nasce l’animale pesce e, dall’acqua, il pesce fiorisce. Flowerfish, anemoneanimale che allieta, che si riconosce prossimo e vicino al proprio animo. Una gallina alta come un uomo, 171 cm. Un meccano divertito che innesta, su di una debole ragione, estensioni e protesi robotiche a sostegno di una deambulazione incerta tra lo stare e la fuga; ‘Speroni di acciaio’ che ci accarezzano per la loro umana sensibile incertezza. Pecore clonate in successione, una mucca che ci domanda: ‘Are you

Davide Viganò

Cornice “Elegía” (e particolare) di Rosa Vergine Canalella, argilla bianca.

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Artigianato 48  

magazine about italian crafts

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