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AREE REGIONALI OMOGENEE professionale adeguata alle trasformazioni tecnologiche in atto nella produzione e attenta all’evoluzione della cultura progettuale del mobile, ha indirizzato la scuola verso una politica formativa e culturale fondata sul rigore metodologico del rapporto tra il disegno del mobile e la sua tecnologia costruttiva, con le verifiche di laboratorio come momento centrale di sperimentazione e conoscenza. Nella scuola, sotto il suo insegnamento, diretto e indiretto, nella funzione di direttore didattico, si sono formati moltissimi artigiani, operatori e tecnici del settore del mobile che tutt’oggi operano nel territorio canturino e della Brianza mobiliera. Studioso ed esperto riconosciuto di tecnologia del legno e del mobile, era una figura di riferimento all’interno del dibattito culturale del settore nell’area brianzola. Ha tenuto corsi a contratto presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e gli ISIA di Venezia e di Firenze; lezioni e seminari in scuole e corsi specialistici; relazioni a molti convegni di settore. Ha scritto sull’argomento alcuni testi che costituiscono a tutt’oggi un approfondito punto di riferimento per l’insegnamento e per ricerche didattiche. Alla scuola e alla ricerca in campo formativo ha dedicato le sue migliori energie e un impegno costante contraddistinto da profonda Norberto Marchi, “nastro di Moebius” realizzato in legno lamellare, 1958/59.

passione. Lo si evince anche dai suoi incarichi, interessi e discorsi degli anni successivi all’abbandono dell’attività presso l’I-stituto d’Arte, sia per gli studi che conduceva, sia per le proposte formative indicate e attuate nel territorio canturino, ma anche per le animate conversazioni che avevano la scuola come momento centrale. Fine conoscitore e interessato alla storia del-l’arte, dialogare con lui significava acquisire conoscenze di dettagli ed e-lementi singolari di alcune opere e di poetiche artistiche. Non ha trascurato l’attività progettuale di designer di mobili dal carattere essenziale, razionale, dal rigore morale calvinista, in cui la forma è sottoposta alla ragione tecnologica del materiale e della co-struzione, secondo operazioni di sottrazione materica ed evidenziazione degli elementi connettivi tra le parti. Con questo metodo austero ed in-transigente, aveva progettato e fatto realizzare, alla fine degli anni ’50, nei laboratori stessi della Scuola d’Arte di Cantù, tutti gli arredi dell’Istituto, dalla Direzione alle aule attrezzate, dai banchi di disegno alle cassettiere per i fogli, dalle lavagne a muro ai ce-stini della carta, dai tavoli per riunione ai tavolini per i bidelli. Era permeato da una formazione fondata sulla razionalità del pensiero e del ra-gionamento, che esercitava nelle sue analisi, nelle sue lezioni, nei suoi scritti, ma anche nei colloqui personali. Evidenziava sia un’acuta intelligenza critica nel cogliere il nucleo degli elementi negativi di una determinata situazione, sia una dichiarata vivacità propositiva che esplicitava entrambe in interventi pubblici e articoli, spesso polemici, relativi alle problematiche riferite allo sviluppo urbano, sociale, economico e civile di Cantù, ma soprattutto in relazione al contesto e allo sviluppo produttivo dell’artigianato mobiliero e della progettazione del mobile nell’area canturina. (A. P.)

Carla Onnis, “Deserto”, paste vitree, cm 32x40.

ricerca musiva appresa e sostenere la sperimentazione di una tecnica così antica, da alcuni anni Carla crea figurazioni che, oltre a riscuotere successo e premi, hanno il pregio di diffondere una cultura della materia di tradizione e storia legata al territorio. Il 5/10/02 si è inaugurata presso l’hotel Giorgione a Venezia, una sua personale presentata dal Professor Renato Polacco, docente di arte bizantina all’Università di Venezia, dove la natura vetrosa delle tessere si fonde con le sperimentazioni della luce che l’artista riesce a creare, unendo le figurazioni della storia (ciclo musivo di S. Marco) del mito e della simbologia (araba fenice, kantharos, gru, colomba) ai giochi astratti della ricerca che questa giovane artista continua a proporci per diffondere un’arte applicata difficile e inconsueta alla quale Carla Onnis si dedica con pazienza Alessandra Possamai Vita da “musa”. Carla Onnis, “La cicogna”, mosaico, cm 40x60.

MOSAICO DI RAVENNA I mosaici di Carla Onnis Carla Onnis nasce a Padova e dopo gli studi artistici si diploma alla Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna. Sono numerose le esperienze professionali nel campo tradizionale, dai restauri dei mosaici di S. Vitale a quelli del cd. palazzo di Teodorico. Per mantenere viva la

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Artigianato 48  

magazine about italian crafts

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