Page 22

progettista, fornendone un ritratto “a tutto tondo” coerente ed indispensabile. Potrei affermare che il termine “condivisione” è quello più adatto per definire i rapporti, fin qui maturati, con il mondo istituzionale ed economico; il concetto di arte-impresa è il filo conduttore che ha permesso l’avvio di questo progetto.” Nel laboratorio di Carlo Zauli, ora museo, in realtà si respira ancora un’aria di lavoro. “Infatti, sono stati lasciati inalterati gli ambienti di lavoro a fini didattici, ma anche perchè in essi si svolgeranno realmente attività collegate al museo. Da un punto di vista espositivo il percorso si snoda attraverso vari periodi della vita artistica di mio padre: dall’inizio degli anni ’50 fino agli anni ’90”. Le opere di Zauli ed il Museo costituiscono un patrimonio destinato ad arricchire la città di Faenza come centro di produzione e promozione artistica, ma sono anche destinati a creare un luogo d’incontro, d’elaborazione, di scambio culturale internazionale; immagino che ciò rientri nei vostri obiettivi. “La finalità del museo è duplice: divulgare e far conoscere nel mondo il lavoro artistico di Zauli, dagli anni ’50 agli anni ’70; curare la promozione delle sue opere e della sua ricca esperienza (degli anni ’60, ’70, anche ’80) ristabilendo contatti con tutti i centri museali, culturali, gallerie con le quali Zauli ha avuto contatti; si pensi che, ad esempio, suoi pezzi sono in 36 musei di tutto il mondo (in Giappone, Svizzera, Belgio, Germania, Inghilterra e in molti altri paesi oltre che in Italia). Gli stessi visitatori stranieri, che da maggio di quest’anno sono venuti al Museo, dimostrano l’interesse che questo progetto va stimolando e sono per noi un modo per animare nuovi contatti. Noi intendiamo creare un vivo centro culturale per incrementare il valore di Faenza, nella sua identità ceramica in senso contemporaneo, nel mondo perchè la città ha bisogno di recuperare la sua

28

dimensione culturale a livello internazionale”. Progetti? “Come già accennato il percorso non si esaurisce nell’esposizione permanente, ma prosegue nelle diverse iniziative che saranno promosse dal Museo Carlo Zauli nell’intento di fornire occasioni di studio e d’approfondimento dell’Arte della ceramica, e di divenire un punto d’incontro per studenti e giovani ceramisti all’interno del sistema della ceramica internazionale contemporanea. In funzione di questo principale intento, oltre a sviluppare ulteriori collaborazioni con il MIC a seguito della grande mostra antologica, il Museo ne produrrà un progetto itinerante lungo le principali tappe della storia espositiva dell’artista, dall’Europa settentrionale, al Giappone, all’America del Nord. Intendiamo fare una selezione delle opere e portarla in giro per il mondo, ad esempio a partire dal Giappone stesso dove, negli anni ’70, Zauli ebbe quattro personali importanti concretizzatesi in cicli espositivi ciascuno dei quali sviluppati in due o tre mostre presso città diverse. Per questo stiamo lavorando su due fronti: progetti esportabili di piccole e grandi dimensioni, mostre a tema come possono essere “il Vaso”, “le Zolle”. Inoltre stiamo creando un data base per tracciare una mappatura di tutto il movimento di giovani artisti. Tale lavoro riguarda, in particolare, la costituzione di un centro di sperimentazione e indagine rivolto a ceramisti che vogliano sperimentare il linguaggio contemporaneo, inoltre dare supporto ed accoglienza ad artisti, già affermati in ambito nazionale ed internazionale, che intendano affiancarci nella realizzazione di tali attività”. Mi pare significativo e di buon auspicio riprendere una frase recente di Claudio Spadoni, critico d’arte e consulente scientifico del Museo: “Zauli è un tramite per trasmettere dei valori, il sapere delle mani, il Museo Zauli è il luogo di trasmissione delle memorie”.

Dall’alto: Museo Zauli, Sala degli anni ’60, in primo piano “Sfere”, sullo sfondo “Ruota Strappata”, (foto R. Tassinari); “Fremito Naturale” 1977, grès.

Profile for Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

Artigianato 48  

magazine about italian crafts

Artigianato 48  

magazine about italian crafts

Advertisement