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AUTORI di Federica Franceschini

Guardando la parete che ospita

le cinquanta formelle in terracotta intitolate “Passi d’autore” si ha l’impressione di essere avvolti in un grande abbraccio colmo di storie ed emozioni. Graziano Pompili, lo scultore faentino di nascita e reggiano di adozione che ha dato vita a questa suggestiva opera, ha voluto, attraverso una serie di immagini, raccontare il suo trascorso artistico e di vita. Le terracotte, presentate insieme a diverse creazioni recenti dell’artista nel più ampio contesto della mostra “Autoritratti”, sono state realizzate per una sala del suggestivo Circolo degli Artisti di Faenza, sede della mostra stessa terminata il 14 gennaio 2001. Un omaggio, quindi, alla città che lo ha visto crescere e che, tra i banchi dell’Istituto d’Arte, gli ha permesso di avere il primo contatto con le potenzialità espressive della terracotta, utilizzata, in quest’opera, con ingobbiatura (tecnica antica in uso tra i greci e i romani). In “Passi d’autore”, Pompili ripropone i soggetti scaturiti dalle sue scelte espressive nel corso degli anni quasi volesse riflettere, nel chiaro e intenso sapore del ricordo, sul valore delle esperienze trascorse. Come scrisse Hermann Hesse ne Le stagioni della vita (“Come si potrebbe lodare un giorno prima del suo tramonto?”), Graziano Pompili ha avvertito la

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Passi d’autore

Cinquanta formelle in terracotta tracce di tutte le scelte stilistiche e tematiche del linguaggio dello scultore Graziano Pompili

fuggevolezza del presente e ha capito che il ritmo incalzante delle ore si porta via la coscienza e in parte la magia dei momenti vissuti; per questo si è fermato a rimirare dietro di sé, nel tentativo di riafferrare, attraverso la nostalgia, ogni istante trascorso. Per dare voce ai suoi ricordi Pompili usa immagini plasmate nella terracotta e racconta un cammino già percorso, forse dimenticato, ma che ora riappare in tutto il suo valore, sapientemente ridisegnato e colorato delle emozioni che il tempo ha tenuto sospese. Le cinquanta formelle contengono, come una biografia, le tracce di tutte le scelte stilistiche e tematiche che hanno

permesso all’artista di approdare ad un linguaggio ricco di sensibilità e di messaggi. In alcune di queste terracotte troviamo riproposti gli elementi che Pompili perseguiva con forza alla fine degli anni ’70: conchiglie e foglie fossilizzate, amigdale preistoriche e forme naturali che nascono dal terreno. Sono soggetti che si distinguono per spontaneità, resa ancora più evidente dal trattamento non perfetto del materiale, e ricordano quelli collezionati con grande entusiasmo dallo scultore quando era bambino. In essi si legge chiaramente l’attenzione dell’artista verso uno scolpire pronto ad accogliere le suggestioni del passato

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Artigianato 47  

italian magazine about crafts

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