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Nella pagina a fronte: di Leonardo Bistolfi, affiche della “Prima Esposizione Internazionale delle Arti Decorative Moderne” tenutasi a Torino dall’aprile al novembre 1902. In questa pagina, dall’alto: il logo della manifestazione”Artigiano Metropolitano”, che si terrà a Torino dal dicembre 2002 al gennaio 2003; di David Huycke “Pearlinder”, 2000, argento martellinato.

una certa arte contemporanea “pura”, o “concettuale” ma con pretese di nouveau engagement che ci affligge in troppe manifestazioni. Mi sorregge al proposito proprio la citazione di uno statement di cent’anni fa, quando i sostenitori dell’arte decorativa non mostravano i complessi che paralizzano molti nostri attuali talenti: “L’arte applicata fa senza l’arte pura; e se essa trionfasse così, quadri e statue non sarebber più buoni che per i musei, i cimiteri…” (D. Mantovani, L’Esposizione di Torino, che si chiude martedì, in “L’Illustrazione Italiana”, n. 45, 9 novembre 1902). Intendiamoci, è assolutamente reciproca, tornando all’oggi, questa esigenza di distinzione, di presa di distanze: penso a Michelangelo Pistoletto, commissario di TOO BIG, la Biennale dell’Arte Giovane che si è svolta a Torino quest’anno e che aveva come tema The Big Social Game. Ebbene, nonostante l’aspetto “impegnato” dell’evento, Pistoletto ha tenuto pubblicamente a precisare che non si trattava di arte “applicata”, ma di arte “implicata” (sottovalutando, a mio parere, l’accezione anche negativa, un po’ criminale, del termine). Ma c’è chi è andato subito a “vedere” questo gioco sociale. Da un lato Pablo Echaurren, che ne ha denunciato il “trasando manierato”, il “concettualismo spuntato” e “l’imitazione della contestazione”

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Artigianato 47  

italian magazine about crafts

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