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legno adatte a contenerla e successivamente riempirla di impasto per uno spessore di 12 cm, livellando bene e pressando leggermente. Sulla superficie dell’impasto si traccerà il disegno con l’aiuto dello spolvero e di calce e si delimiteranno le campiture con file di pietre posizionate con le mani o con l’aiuto di un martelletto, contrapponendo le due file di colori confinanti (foto 1-2). Gli spazi così delimitati verranno riempiti con le pietre del colore prestabilito ponendo la massima attenzione alla texture che si creerà con il loro orientamento, avvicinando le forme in maniera non ripetitiva e riempiendo gli spazi il più fittamente possibile (es. fig 7). Le pietre in questa fase vanno conficcate per i 2/3 considerando che si affosseranno ulteriormente nella successiva battitura. Battitura e bagnatura A posa ultimata le pietre dovranno essere livellate con l’aiuto di una tavoletta di legno e di un mazzuolo; durante questa delicata operazione si provvederà anche a costruire le pendenze e l’assetto plastico del manufatto (foto3). Se i ciottoli sono stati posizionati correttamente al momento della battitura si chiuderanno a morsa uno con l’altro dando da subito una forte stabilità al mosaico; a questo punto con una scopa di saggina si elimina l’eventuale polvere di

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impasto in eccesso e si procede alla bagnatura. Tre passate di scopa intrisa d’acqua per ogni quarto di metro quadro sono sufficienti; a fase ultimata si verserà sull’intero manufatto acqua appena sporca di cemento (una cazzuola in un secchio da muratore lasciando decantare la parte pesante). Infine occorre pulire la punta delle pietre con una pennellessa umida senza andare a toccare l’impasto. Per cinque giorni successivi il lavoro dovrà essere lasciato riposare e abbondantemente bagnato affinchè l’impasto secchi lentamente; l’assorbimento dell’acqua da parte della calce e il lento consolidamento dureranno qualche mese. Per procedere alle successive campiture, il giorno dopo si dovrà togliere l’armatura ed eli-minare un certo numero di pietre, posizionate il giorno prima, lungo la linea di giunzione per rendere illeggibili le “giornate” (immorsatura). Riposizionata la parte di armatura necessaria si realizzerà il nuovo impasto di posa facendo attenzione a stenderlo su un fondo asciutto. Il lavoro costringe a rimanere in posizione genuflessa per almeno sei ore consecutive: è opportuno perciò dotarsi di un appoggio morbido per il ginocchio e imparare a tenere una posizione rilassata e corretta. Si tratta di una attività in cui concentrazione e pazienza dell’autore

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si concretizzano e si solidificano nell’inaspettata morbidezza di un tappeto di pietra. Scheda storico-artistica “Risseu” è un termine dialettale ligure che definisce una pavimentazione a mosaico di ciottoli policromi; l’unico esempio antico di questa tipologia è stato rinvenuto nel porto fenicio di Mozia (VII sec. a.C.) in Sicilia. In Liguria l’uso di questi acciottolati si può far risalire al SeicentoSettecento con un importante sviluppo nell’Ottocento. Il risseu è stato utilizzato prevalentemente per la decrazione di sagrati, anche se non si escludono utilizzi in edifici civili; la maggior parte dei manufatti conservati si trova in provincia di Genova (60%), ma è diffuso su tutto il territorio ligure, sia sulla costa che nell’entroterra con notevoli differenze stilistiche e coloristiche, tanto da ritenere di poter escludere l’esistenza di maestranze itineranti. In base all’utilizzo dei ciottoli colorati i risseu si possono dividere in tre tipi fondamentali: Monocromo, realizzato con ciottoli bianchi e grigi dove l’orientamento dei sassi è l’unico elemento che determina il disegno; ne è un importante esempio la decorazione a ventagli del sagrato della chiesa di S. Ambrogio a Varazze (Sv); Dicromo, con ciottoli bianchi e neri, 8

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Artigianato 45  

magazine about italian crafts

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