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AUTORi di Dario Moretti

T

essiture che fanno pensare agli arazzi, alla tradizione decorativa forte e ben caratterizzata della “pittura fatta di fili colorati”. Nel caso di Donata Calvaruso si tratta piuttosto di scultura, di una forma di tessitura che diviene scultura tessile, eseguita senza l’aiuto di licci, navette e telaio. Le opere nascono solo dal materiale e dall’uso delle mani, che diventano utensili sostituendo lo scalpello e il mazzuolo nella definizione dei volumi.

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Trame e colori

Carta, plastica, lana e scarti industriali sono i materiali intrecciati da abili mani di artigiano per realizzare vere e proprie opere d’arte

Il volume è divenuto in questi lavori il mezzo per compiere un salto di qualità dall’artigianato all’arte, per sviluppare una tecnica in un mezzo espressivo. Ma il volume è anche la chiave generale di tutta l’opera di Donata, che può essere letta come un’unica grande opera tridimensionale. Un ambiente tessuto/scolpito, la cui suggestione nasce dalla felice sproporzione tra mezzi e risultati: ci aspettiamo un oggetto

decorativo, siamo di fronte ad un mondo intero fatto di fili e di intrecci che ci circondano, ci sovrastano, ci guidano in un percorso, invece che starsene buoni buoni alle pareti per farsi ammirare. L’abilità manuale, che suscita giustamente la meraviglia di chi guarda un arazzo, qui passa in secondo piano. È giusto che sia così, come accade - purtroppo o per fortuna - ogni volta che una tecnica viene felicemente messa al servizio di un’idea.

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Artigianato 45  

magazine about italian crafts

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