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Dall’alto: ”Icebergs II”, h13,5x45x18 cm, U.S.A. 1992; “Alba Mizimah”, h30,5x57x32,5 cm, U.S.A. 2001; “Irbis”, h28x61x34,5 cm, U.S.A. 2001.

difficile collocazione, spesso (ma non in questo caso) non riconosciuta dal sistema dell’arte ufficiale. L’utilizzo infatti di particolari forme e materiali collegabili a ciò che definiamo “arte applicata” (vetro, ceramica...) più vicini alla sfera dellartigiano, sono spesso causa di non riconoscibilità come “opera d’arte” da parte del mercato, che sembra considerare “eletti” quei materiali che possiamo definire “classici” (bronzo, gesso, marmo...). Inoltre molti artisti/artigiani, volendosi differenziare in modo inequivocabile dal “semplice” artigiano e continuando ad utilizzare i cosiddetti “materiali poveri”, hanno sempre evitato opere la cui forma potesse, in qualche modo, avvicinarsi o ricordare un qualsiasi oggetto di uso domestico (tipica produzione dell’artigiano). C’è da chiedersi se questo discorso abbia senso. Nonostante Toots utilizzi il vetro ed una forma così familiare, una forma archetipica come è quella della ciotola, non si può rapportare il suo lavoro a sola abilità artigianale senza parlare anche di arte vera e propria. A questo proposito concluderei con una frase di Arthur C.Danto che mi sembra estremamente appropriata: “ ...perchè non considerare il suo lavoro come una scultura in vetro che ha la forma di una ciotola?”.

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Artigianato 45  

magazine about italian crafts

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