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Dall’alto: ”Construction Site”, h11x41x16 cm, U.S.A. 1992; “Wild Rice Mizimah”, h11x Ø27 cm, U.S.A. 1984; “Untitled”, h17x33x30,5 cm, U.S.A. 1984.

qualcosa di estremamente coinvolgente: Toots usa una palette di 60 colori che abbina di volta in volta rivelando estrema sensibilità cromatica. Emergono suggestioni, ricordi che sembrano rimandare a particolari espressioni della natura: guardando alcune opere vengono alla mente i colori sfuggenti ed enigmatici dell’aurora boreale o i mille riflessi della luce sull’acqua increspata. Arthur C. Danto, filosofo e professore alla Columbia University di New York, autore di numerosi interventi sul catalogo della mostra “Toots Zynsky , sculture in vetro” asserisce: “Le ciotole di Zynsky sono per me, probabilmente le cose più belle che siano state fatte, ma la loro bellezza è un prodotto materiale del processo di trasformazione del vetro in maniera artistica”. La luce poi gioca un ruolo fondamentale nella percezione delle superfici rivelando l’interessante relazione interno/ esterno delle ciotole, a seconda di dove Toots utilizzi lo strato di fili trasparente. La superficie movimentata, infatti, rende possibile la visione della parte interna e permette questo dialogo. Ci troviamo di fronte ad una figura che potrei definire artista/ artigiano, una figura estremamente complessa e di

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Artigianato 45  

magazine about italian crafts

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