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Dall’alto: ”Akosombo Fuego”, h16,5x27,5x29 cm, U.S.A. 1989; “Tiger’s eye”, h20x33x22 cm, U.S.A. 1993.

canne di vetro sottilissime tanto da sembrare fili e assemblate con una tecnica molto particolare inventata dall’autrice. Questi fili necessitano di una lunga lavorazione resa possibile grazie ad una speciale macchina che un ingegnere olandese ha messo a punto apposta per lei. Inizialmente vengono disposti due strati di fili di vetro, corrispondenti all’interno e all’esterno del manufatto, su dischi di metallo. Il primo strato è composto da fili colorati disposti a formare segni astratti che Toots studia con estrema attenzione, il secondo strato è fatto di fili trasparenti, per contrastare la lettura interno/esterno dell’opera. A questo punto vengono fusi sotto l’effetto del calore: tolti dallo stampo i fili rimangono leggermente separati dando l’impressione che il composto sia formato da fibre leggermente ruvide. Viene poi sottoposto all’azione manuale dell’artista che dà forma alla ciotola, piegandola e allungandola. Il risultato è davvero straordinario: coppe che sembrano costituite da un materiale malleabile, leggero, etereo appena sfiorato dalle mani dell’artista o forse appena mosso dal vento. Superfici sottili e delicate come ali di farfalla pronte a spiccare il volo. La percezione del colore poi è

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Artigianato 45  

magazine about italian crafts

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