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Nella pagina a fronte: caffettiera 1750 circa, raccolta privata. In questa pagina, dall’alto: piatto, 1800 circa, raccolta privata; rinfrescatorio, 1810-1815 circa.

utilizzato con particolare abilità anche per conferire specificità al tipo di produzione (esemplare è il caso del cosiddetto “masso bastardo”). La genialità, l’intelligenza e la lungimiranza del marchese Carlo Ginori, vengono da questa mostra ancora una volta confermati ed esaltati. Gli svolgimenti delle attività della manifattura di Doccia,

documentati nell’esposizione, coincidono d’altra parte con gli importanti mutamenti storicopolitici che danno rilevanza al ruolo di Lucca nella vita della Toscana. L’“amatore di porcellane” è una figura che è stata tipica non solo del XVIII e XIX secolo, quando si potè parlare di una vera e propria malattia della porcellana

(porzellankrankheit), ma ancora nel nostro secolo soprattutto, quando negli anni Venti esplose una vera e propria rinascita delle arti decorative che ha il suo culmine nell’Esposizione di Parigi del 1925 e nelle diverse edizioni della Biennale di Monza, poi Triennale di Milano. L’intervento di Gio Ponti alla Manifattura di Doccia (1923-

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Artigianato 45  

magazine about italian crafts

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