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In questa pagina: presepe, terraglia invetriata policroma,Enzo Venniro, 1993, collezione privata, Caltagirone. Nella pagina a fronte: contadinella con prole, terracotta dipinta, Salvatore Morretta, sec.XIX, collezione privata, Milano.

dalle figure di ricchi personaggi borghesi, col sindaco ed il parroco adoranti, come pure le terrecotte policrome spagnole, i presepi dell’area germanica in legno intagliato e dipinto, i paesaggi affollati di edifici storici di Cracovia, e, naturalmente, i celebri presepi napoletani, con le splendide minisculture e gli scenari architettonici di spunto archeologico che hanno fatto scuola in tutto il mondo. Caltagirone occupa una nicchia solitaria in tanto composito panorama: il materiale utilizzato deriva dalla antichissima tradizione maiolica calatina, in cui non mancava il vasellame a struttura antropomorfa né le statuine dei santi: creta, sughero, acqua e sole formano un ambiente naturale analogo al vissuto del centro isolano, le montagne sono scabre e prive di vegetazione, il popolo che assiste al sacro evento è costituito esclusivamente dalla comunità rurale: contadini che zappano, pastori con greggi, pastorelle cariche di cibo, boscaioli, lavandai. Tuttavia, il presepe di Caltagirone nacque negli spazi più ricchi e vasti delle chiese: fonti dell’epoca ricordano un presepe meccanico realizzato nel

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Artigianato 44 special  

Special insert of magazine n 44

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