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STORIA E TRADIZIONE di Florinda Gaudio

Presepi di Caltagirone Specchio sociale della realtà ed espressione di autentica tradizione popolare il presepe calatino si è ispirato nei secoli ai mutamenti dei tempi e dei costumi

Nella storia del presepe

artigianale, i presepi di Caltagirone occupano un posto di particolare rilievo, non tanto per la copiosità della produzione, che raramente varcò i confini della committenza locale, né per il nome degli artigiani-artisti che si dedicarono a questa specifica creazione, ma piuttosto per la coerenza con cui svilupparono i motivi conduttori della loro peculiare ricerca figurativa. Un brevissimo excursus storico è sufficiente per ricordare le tappe della rappresentazione della Natività, che si è diffusa presso tutte le popolazioni di formazione cattolica e contrassegna, in una sorta di immaginifico microcosmo figurativo, la pluralità delle culture, da cui discendono le diverse trattazioni del medesimo tema in relazione alle tradizioni e all’evoluzione del contesto sociale. Così come avviene tuttora, nella costruzione del presepe personaggi e scenari conferiscono allo spettatore, nella loro mutabile varietà ed alternanza, la magica illusione di poter divenire anche il narratore della scena. È noto che la prima ricostruzione tridimensionale della nascita del Bambino Gesù è attribuita alla celebrazione realizzata in una grotta da San Francesco nel 1222; ma il primo vero presepe figurato risale al 1289, nella basilica di Santa Maria Maggiore, ad opera di Arnolfo di Cambio. Dopo quella data, ogni comunità religiosa e culturale elaborò autonome soluzioni, restando nel solco sicuro tracciato dalla evocativa descrizione riportata nel

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Artigianato 44 special  

Special insert of magazine n 44

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