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collezione per le maschere del teatro genovese dell’Archivolto, le creative dell’Atelier Ricic-labò sono arrivate al successo un po’ per caso, grazie a un paio di pantaloni da loro realizzato e indossato da una amica alla Vintage Selection di Firenze. Creazione apprezzata dalle due sorelle californiane fondatrici del Compai Collective, nome simbolo della sartoria creativa contemporanea e del pezzo unico eco-sostenibile.

TOBE MYSELF: STILE AUTOREFERENZIALE ED ECOSOSTENIBILE “È qui, a Genova, la mia città, che voglio cambiare qualcosa”. Carlotta Tilli, 31 anni, esperienza nel settore moda prima a Parigi, poi a Barcellona, parla in maniera semplice, come la sua faccia e il suo look, incarnazione del suo brand: “Tobe Myself – dice – è un modo di essere e di vestire che permette a ogni donna di esprimere sempre se stessa.” Abiti essenziali e perfetta vestibilità, sono – nel concept del marchio - la base dalla quale partire per creare il proprio stile, personalizzando il proprio look attraverso la scelta degli accessori. Made in Italy in edizione limitata (massimo 10 pezzi per colore e materiale), confezionati artigianalmente e con tessuti di qualità, gli abiti Tobe Myself sono eco-friendly perché realizzati con stock di tessuti riciclati, così da risparmiare sui processi di produzione. Anche la confezione dell’abito è rispettosa dell’ambiente: una polybag non in plastica, ma nello stesso tessuto dell’abito, un accessorio in più da riutilizzare e non scartare. “Tobe Myself è un fashion

concept atemporale che vuole svincolarsi dai cambiamenti repentini della moda, proponendo un capo di qualità, durevole nel tempo”, prosegue la stilista che in una frase riassume e spiega la logica della sua linea, nata dopo anni di studi e di esperienza professionale nel settore moda: “Ti insegnano che la moda è appartenenza, l’imposizione di un marchio, un fast&pay, in definitiva omologazione. E allora mi sono chiesta: perché non stravolgere tutto? Perché non dare a chi ne sente la necessità strumenti per esprimersi, per essere se stessi?” L’abito, quindi, diventa – non per consistenza del tessuto, ma per forma – una seconda pelle, la base naturale (nel senso di ecologica) da decorare come meglio si crede per esprimere se stessi.

Abito P/E 2010 realizzato con tessuti di scarto e bottoni vintage

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Artigianato 77  

italian Magazine about traditional crafts and contemporary Art.

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