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Interno del laboratorio artigiano della ditta F.lli Boffi di Lentate. Photo Fabrizio Cusa. The F.lli Boffi workshop in Lentate sul Seveso.

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Il libro AD ARTE, che ho curato per la Regione Lombardia, rappresenta un’esperienza editoriale innovativa nel panorama delle pubblicazioni sull’Artigianato Artistico. La particolarità di questo libro non è solo l’aver collocato l’Artigianato Lombardo nella storia, attraverso un approfondito saggio dello storico Maurizio Vitta, ma anche e soprattutto aver evidenziato “le eccellenze” all’interno del vasto panorama di questa area culturale e produttiva. Storicamente parlando, quando nel 1773 il governo austriaco avviò lo scioglimento delle antiche corporazioni artigiane della Lombardia dando inizio a un processo che si sarebbe concluso molti anni dopo, il lunghissimo elenco dei mestieri e delle arti raggruppati in quelle ormai decrepite istituzioni rivelò una realtà produttiva articolata e complessa, un’intera economia evolutasi nei secoli si rispecchiava in quegli elenchi. La fredda logica cancellò naturalmente solo l’obsolescente ossatura corporativa di

quelle arti, non la sostanza economica né tanto meno il loro valore culturale. Il libro riesce a trasmettere tutta la ricchezza produttiva, ma soprattutto di qualità, di questo territorio. È la storia di ebanisti, di artefici di strumenti musicali, di marmorari, di tessitori, di ricamatori, di orefici; una storia fatta di rapporti tra l’artigiano-artista e il committente con i loro rispettivi ruoli culturali, sociali ed economici. Ma il senso del libro è da ricercare nell’analisi della scoperta, per chi non se ne fosse accorto, di una Regione che di fatto si presenta oggi come il territorio più ricco di imprese artigiane, un vero primato che vede questo tipo di strutture produttive in continuo sviluppo. La ricognizione sulla produzione artistica lombarda è stata fatta partendo dalle aree che operano nella tradizione, ma anche e soprattutto indagando le situazioni dove l’artigianato di tradizione ha saputo conservare i suoi valori legati alle tecniche e alla manualità, rinnovandoli in una produzione contemporanea. Basterebbe ricordare alcune aree di tradizione esplorate dal libro come la liuteria di Cremona, l’oreficeria a Milano e Pavia, i maestri comacini per la lavorazione del marmo e della pietra, i fabbri milanesi, bresciani e bergamaschi, l’ebanisteria brianzola, la ceramica di Lodi, la seta di Como, i pizzi di Cantù, aree ancora oggi vitali che spesso sono riuscite a rinnovare le forme e i decori approdando ad un artigianato artistico capace di soddisfare le necessità di un mercato legato alle esigenze estetiche e d’uso contemporanee. Il libro, attraversando le varie aree di produzione, mette in evidenza due fattori fondamentali che hanno caratterizzato il loro sviluppo: da una parte la crescita della piccola e media impresa, soprattutto nel settore del mobile che ha sempre fatto uso di moltissime botteghe artigiane, dall’altra il tradizionale rapporto di collaborazione tra il progettista (architetto, designer, decoratore,

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Artigianato 76  

brand new number of Artigianato tra arte e deisgn

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