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Roberto Giacomucci, Ceramiche Pimpinelli, Gualdo Tadino.

È stata inaugurata il 30 maggio a Gualdo Tadino, alla presenza delle autorità istituzionali e di un numeroso pubblico tra i quali imprenditori del settore, artisti, designer, la prima Triennale della ceramica d’arte contemporanea della cittadina umbra. Nella mostra, allestita nella splendida Chiesa trecentesca di San Francesco, sono visibili i bozzetti, gli schizzi, i video, le fotografie delle opere d’arte in corso di realizzazione e i prototipi in ceramica dei progetti di design realizzati in collaborazione con le aziende che hanno aderito alla manifestazione. Si tratta di una prima fase di apertura al pubblico della Triennale; il 18 luglio saranno infatti presentati, installati in luoghi pubblici di Gualdo Tadino, il “Progetto speciale”, realizzato da Bruna Esposito e le opere di Chiara Camoni, Angelo Ricciardi e Vincenzo Rusciano, selezionate all’interno del “Concorso

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Internazionale della ceramica d’arte”. Anche se dunque la Triennale è quest’anno alla prima edizione, la manifestazione si inscrive, pur con determinanti cambiamenti, all’interno del tradizionale “Concorso internazionale della ceramica d’arte di Gualdo Tadino”; ne prosegue e trasforma le premesse all’interno di una nuova prospettiva che declina la progettualità della ceramica nell’attualità artistica contemporanea sia tecnica che concettuale. I curatori dell’intera manifestazione, Carla Subrizi e Nello Teodori, hanno voluto ridisegnare l’identità della Triennale attraverso l’articolazione in quattro sezioni (“Progetto speciale”, “Concorso internazionale della ceramica d’arte”, “Disegno e produzione”, “Tradizione contemporanea”) ognuna delle quali risponde ad aspetti fondamentali di una pratica della ceramica tra tradizione e sperimentazione, tra tecnica

e interazione dei linguaggi artistici, tra opera d’arte e processualità agita nel territorio. In questa prospettiva, il progetto della Triennale si preannuncia dunque come complesso e sfaccettato: il “Progetto speciale” introduce quest’anno oltre a un’opera nello spazio della città, anche modalità di riflessione e realizzazione artistiche articolate con e nel pubblico; nel progetto, che ha previsto lunghe fasi di lavoro con bambini di scuole elementari e con anziani di Gualdo Tadino, la ceramica, come materia e patrimonio culturale di un territorio, è stata restituita alla sua potenzialità fisica (terra e fuoco) nel dialogo con altri elementi presenti nell’installazione: l’aria-vento che muove una lampada e l’acqua che raccolta sul tetto bagna “lentamente” la più grande di due grandi uova di ceramica. Le opere del “Concorso internazionale della ceramica d’arte”, che

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