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Franco Cologni

Antichi Maestri e Apprendisti Stregoni English text page 76

Franco Cologni, presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

Senex puerum portabat, puer autem senem regebat: era il vecchio a portare il bambino, ma era il bambino a guidare il vecchio. Con il canto di questo graduale la saggezza della Chiesa delinea una situazione difficile da comprendere, eppure misteriosamente reale: come il parto della Beata Vergine Maria. Che sia un vecchio a portare un bambino, è cosa scontata e naturale. Ma che sia il bambino a guidare il vecchio è cosa inaudita e forse un po’ scandalosa, soprattutto in una società che si vuole moderna e democratica, ma dove in realtà siamo ancora tutti disperatamente attaccati ai nostri antichi privilegi. Eppure, questa doppia dinamica è nell’ordine delle cose: è il Maestro a portare l’allievo nei segreti orti dell’arte, ma è l’allievo a guidare il Maestro verso la contemporaneità del gusto e della tecnica. Gli antichi Maestri descritti da Thomas Bernhard erano certo grandi artisti, ma nessuno di essi era immune da qualche difetto, ingenuità o addirittura errore che alla fine ne sviliva l’opera, almeno agli occhi dell’autore. Più che antichi, sono Maestri distrutti dal proprio tempo. L’apprendista stregone di Goethe, al contrario (una ballata da cui Paul Dukas trasse un poema sinfonico immortalato da Topolino, nel film Fantasia), dimostra tutti i limiti e gli errori in cui incorre il giovane Maestro-in-pectore quando si appropria di strumenti che non sa padroneggiare, e che gli si rivoltano contro perché non riconoscono in lui la “voce del Padrone”. Gli americani hanno dei buffi nomi per designa-

re chi occupa posizioni di potere e chi ne insidia il ruolo: Queen Bees, ovvero api regine, e Wanna-Bees, ovvero (letteralmente, e sfruttando il gioco di parole) coloro che ambiscono a “essere”. Le Queen Bees, forti del loro status e del loro potere, si murano vive in un rituale sempre più logoro e perdono i contatti con la realtà; le Wanna-Bees si affannano in mille modi per emergere, per farcela, per scavalcare gli ostacoli che le escludono dalla fama, e mettendosi sempre e comunque contro l’establishment crescono rancorose e scontente. È dunque alla saggezza della Chiesa che dobbiamo guardare per delineare un rapporto tra allievo e Maestro, tra antica sapienza e novità dello sguardo, che possa consentire al savoir-faire di propagarsi e all’intelligenza della mano di rinnovarsi: il vecchio porti il giovane, lo sostenga, lo nutra, ma sia il giovane a guidare il vecchio, quando il mondo esige un cambiamento di gusto, di prospettiva o un’evoluzione. Un esempio applicabile anche al rapporto tra i grandi maestri d’arte e i giovani apprendisti stregoni che si misurano con il nostro tempo: un esempio che, come anticipato nell’editoriale, dovrebbe venire compreso anche da chi reputa che l’istruzione professionale, artistica e tecnica debba sempre restare ai margini dei piani di sviluppo didattico. Senza trasmissione del sapere non ci saranno più né allievi, né maestri, né quelle belle cose che rendono migliore la vita e che tutti noi, ognuno a modo suo, amiamo e difendiamo.

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Artigianato 73  

An amazing magazine from italian arts&crafts.

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