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Carlo Zauli, “Piramide” - 1973-74.

Dopo la recente retrospettiva itinerante con tappe in Giappone a Kyoto, Gifu, Tokyo e Yamaguchi, Torino rende omaggio a Carlo Zauli con una mostra curata da Flaminio Gualdoni e organizzata dalla Fondazione Palazzo Bricherasio con la collaborazione del Museo Zauli e di Renata Bianconi. Nelle sale storiche di Palazzo Bricherasio e negli spazi esterni di via Lagrange saranno in mostra circa quaranta sculture che documentano le principali tematiche della ricerca artistica e della originalità inventiva di Zauli e che rappresentano i momenti della sua massima adesione al dibattito scultoreo internazionale. Grande protagonista della scultura italiana del dopoguerra, Carlo Zauli (Faenza 1926 – 2002) si forma nell’ambito dell’arte della ceramica, dai cui codici formali si distacca a partire dagli anni Sessanta, evolvendo la sua tecnica verso una ricerca espressiva e plastica più complessa che prende forma in grandi opere in grés, materia privilegiata del suo fare artistico. Flaminio Gualdoni, nel saggio introduttivo al catalogo, sottolinea come l’opera

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di Zauli sia “[…] cultura d’artefice, la sua: da faentino, è cultura di terra e di plasticare. È un’acquisizione progressiva di capacità tecniche e di pensiero del fare. […] Cultura d’artefice, appunto, in un clima, quello delle scuole e dei laboratori di Faenza, che vede il transito e l’incrocio di figure eminenti, come il Lucio Fontana che lavora alla tomba Melandri e giovani come Nanni Valentini e Giuseppe Spagnulo: che, dunque, da subito s’intride dello scambio critico alto tra ciò che vien detto – nelle ormai sclerotiche categorie critiche d’allora – arte applicata, e ciò per cui monta in uso il termine ricerca pura. Ben nota da subito, d’altronde, Giulio Carlo Argan che “dell’opera di Zauli non ha proprio senso chiedersi se sia scultura o arte fittile, come se il significato delle forme dipendesse dalle materie e dai procedimenti con cui si realizzano. Il periodo che giunge sino al 1962 è per Zauli periodo di acquisizione di una certezza fondamentale. Che sentirsi artifex bonus e maestro in una disciplina non è condizione retriva, impediente il libero corso dello sperimentare,

bensì fondativa, comunque, perché forte di una identità, di una radice, di una prospettiva di storicità: e dunque ineludibile. Perché sia una condizione premessa al fare, e non la ragione stessa del fare […]” Il catalogo della mostra, edito da EditorialeSilvana, è introdotto da un saggio critico di Flaminio Gualdoni e presenta, accanto al testo di un’intervista fatta a Zauli nel 1987, alcuni storici saggi di autori che ne hanno accompagnato il percorso: da Giulio Carlo Argan a Cesare Vivaldi, da Yoshiaki Inui a Giorgio Cortenova. Palazzo Bricherasio Sale Storiche Via Teofilo Rossi ang. Via Lagrange TORINO Dal 15 maggio al 14 giugno 2009 www.palazzobricherasio.it info@palazzobricherasio.it Tel. 0115711811 www.museozauli.it info@museozauli.it Tel. 054622123

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Artigianato 73  

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