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Allievi e ambienti della Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona.

dei virtuosi, sono divenuti spesso oggetto di ammirazione e di emulazione. Un punto di svolta definitivo rispetto al passato, nella fabbricazione strumentaria, è stato infine rappresentato dall’introduzione degli strumenti elettrici e, più tardi, elettronici. L’elettronica ha imposto difatti nel Novecento l’adozione incondizionata delle modalità costruttive industriali, con la definitiva perdita di identità tra chi realizza e chi inventa questi oggetti. E’ evidente difatti che solo un ingegnere può ideare un circuito elettronico originale, mentre chi lo assembla può anche non avere alcuna consapevolezza riguardo a ciò che sta costruendo. Alla radicale trasformazione produttiva lunga più di centocinquant’anni, che abbiamo appena descritto, si è accompagnata anche una parallela quanto inevitabile trasformazione delle modalità di apprendistato. E, almeno

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per quanto riguarda il settore della liuteria, si è assistito alla nascita di specifiche scuole professionali che nel Novecento hanno rivitalizzato l’intero settore artigianale degli strumenti musicali acustici, e del violino in particolare, contribuendo altresì alla “rinascita” del liuto e di molti altri strumenti da secoli caduti in oblio. In concomitanza con questo fenomeno e parallelamente alla citata sopravvivenza della figura del liutaio tradizionale attivo nella propria bottega, il XX secolo ha anche visto nascere una nuova figura di strumentaio autonomo, quello dedito alla ricostruzione degli strumenti antichi e al loro recupero storico. Clavicembali, liuti, flauti dolci, viole da gamba, e tanti altri strumenti che a inizio Novecento erano oramai scomparsi da centinaia d’anni sono tornati a farsi sentire, e non solo in Occidente, ma anche in alcuni paesi che non avevano vissuto in

precedenza tale tradizione storicomusicale (si pensi al Giappone, tanto per fare un esempio). Così, se oggi si volesse indicare in quali luoghi il mestiere dello strumentaio trova la sua sede privilegiata, bisognerebbe indicare dapprima le botteghe in cui tali oggetti vengono ancora costruiti con procedimenti simili se non identici a quelli dei secoli passati. Poi sarebbe necessario menzionare le aziende di dimensioni un po’ più grandi, in cui ciascun addetto, pur in una catena produttiva parcellizzata, e pur partecipando solo a una o più fasi della lavorazione, rimane tuttavia consapevole del risultato che si mira ad ottenere e dell’eventuale possibilità di migliorarlo (insomma, tutte quelle aziende in cui si producono strumenti acustici, o anche quelli elettrici e amplificati, ma pur sempre in grado di produrre il suono tramite una vibrazione meccanica, come

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Artigianato 72  

an Amazing magazine from italian Arts and Crafts

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