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PREMI E CONCORSI di Lea Di Muzio (Architetto Coordinatrice di Koinè-Ricerca)

La casula

Si è conclusa con grande successo di pubblico l’XI edizione di Koinè, rassegna di arredi liturgici e componenti per l’edilizia di culto, che ha indagato orientamenti e tendenze nel design dell’abito sacro.

T

ema monografico dell’edizione 2005 di Koinè è stato “La Casula”, già affrontato in una delle prime edizioni della rassegna. L’iniziativa ha dato forte impulso al rinnovamento della produzione di abiti liturgici, uno dei segmenti di mercato più significativi della manifestazione fieristica. È pertanto sembrato opportuno riproporre il tema per fornire nuovi stimoli ai produttori del settore. Privo da sempre di riferimenti nel campo della liturgia e di rapporti di scambio con le figure dotate di capacità innovativa nel campo della creazione di nuovi modelli e in quello dell’arte tessile, il mondo della produzione di paramenti ha trovato nell’evento un importante momento di incontro coi designers e i liturgisti per avviare una stagione di profondo rinnovamento, come già è avvenuto per l’architettura sacra. In Koinè non è stato coinvolto soltanto chi progetta il tessuto o confeziona l’abito liturgico ma anche chi lo indossa, il sacerdote quindi, che rappresenta per la rassegna fieristica il visitatore e per i produttori il potenziale acquirente. La mostra sulla casula si è articolata in varie sezioni: uno spazio importante è stato destinato al concorso a cui hanno partecipato i più affermati artisti tessili italiani che hanno presentato manufatti interamente tessuti a mano. Il vincitore della Mostra Concorso è stato un frate, Padre Vittorio Buset di Montecchio Maggiore (VI), il cui manufatto è stato premiato sia per la qualità materica e sartoriale che per la brillantezza dei colori. Al manufatto di Cristina Busnelli

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di Bassano del Grappa (VI) è stato attribuito il secondo premio per l’alto livello tessile ottenuto con fibre policrome diverse. Interessante è parsa l’invenzione dello scollo che sottolinea la morbidezza dell’insieme. Terzo classificato è stato il manufatto della triestina Agnese Pecorari, premiato “per l’originalità della decorazione che si propaga su tutta la superficie della casula, ottenuta con la tecnica della stampa (a riserva e pittura)”. Buona è risultata la vestibilità dell’abito. Data la pregevolezza dei manufatti pervenuti, la giuria ha deciso di assegnare due menzioni speciali a Federica Vignaga con la Casula e a Marisa Bronzini, produttrice di fama internazionale. All’area fuori concorso è stata invitata una importante fashion designer, Nanni Strada, che ha portato il suo contributo di idee

a un settore che necessita di stimoli ed innovazioni. La sua casula, che si rifà all’origine medievale dell’abito liturgico ma è realizzata con le più avanzate tecnologie tessili e di confezione, vuole proporre un linguaggio formale che si adegui alla nuova realtà della Chiesa secolarizzata. L’evento è stato arricchito dalla partecipazione di importanti scuole d’arte tessile che hanno lavorato sulla progettazione del tessuto e sulla ricerca dei filati. La loro creatività nella ricerca di materiali innovativi, di interventi (tagli, sovrapposizioni, trafori, ecc.) di accostamenti cromatici, ha notevolmente contribuito a consolidare il prestigio della manifestazione. Il primo premio è andato all’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” di Udine mentre il secondo all’Istituto Statale d’Arte “P. Selvatico” di Padova. L’Istituto

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Artigianato 58  

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