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CERAMICA INTERNAZIONALE di Gian Carlo Bojani

Renewing Ceramics

La ceramica si rinnova?In un convegno internazionale,la ceramica che conserva con nostalgia.

Lo scorso autunno ho trascorso a

Selb un settimana per un convegno dedicato al tema del rinnovamento della ceramica (Ceramic Culture Innovation). Gli amici Piet Stockmans e Antoine d’Albis ricordavano la provincialissima Selb e il suo bacino produttivo della porcellana, quando gli operai erano ancora alcune decine di migliaia, ed ora invece raggiungono a mala pena gli ottomila. Allora non c’era il museo come oggi, nella sede ottocentesca della prestigiosa fabbrica Rosenthal. Il mondo è cambiato sotto i nostri occhi, lontani come siamo dalla grande industria ceramica pare che non ce ne siamo neppure accorti. Quell’industria ora, in buona parte almeno, non è neppure più tedesca ma multinazionale: essa muta così lasciandosi dietro le nostalgie, e cerca nuove strategie per i cambiamenti tecnologici della produzione, della destinazione, dell’uso, dei mercati. Che cosa ne sarà? Queste due foto ricordo, fra le tante da me eseguite, una all’esterno del museo ed una all’interno, con una macchinario per il riutilizzo degli scarti, possono considerarsi come emblematiche di una situazione. Intanto politici e amministratori vari dell’Alta Baviera vanno orgogliosi di aver costituito l’Europäisches Industrie Museum für Porzellan al posto di una industria importante, con la lungimiranza di avervi preservato gli ambienti, le macchine, gli utensili, i campioni di materiali, prima che la distruzione avvenisse. La migliore produzione Rosenthal, quella storica, vi ha pure la sua selezione qualitativa. Insomma, si macinano le scorie e si riutilizzano: mentre il culto della memoria qui non è forse solo una nostalgia.

Renewing CeramicsDoes

ceramics renew itself ? At an international convention,ceramics remains unchanged with nostalgia. Last autumn I spent in Selb a week for a convention dedicated to the theme of the renewal of ceramics (Ceramic Culture Innovation). My friends Piet Stockmans and Antoine d'Albis remembered the very provincial Selb with its china manufacturing centre, when workers were about tens of thousands yet, while now they reach scarcely the figure of eight thousand instead. At that time, there was not the museum as today, housed in the nineteenthcentury headquarters of the prestigious Rosenthal factory. The

world has changed around us, we are rather far from the big ceramic industry, yet it seems that we did not even notice it. Now the company, at least in a certain part, is not German any more but multinational: it changes in this way, leaving back nostalgia, and looks for new strategies for technological changes in the production, in the end-use, in the market. What will it become? These two photos, among those I took, one outside the museum and one inside, with a machinery to recycle scrap, can be considered emblematic regarding the situation. In the meantime, the politicians and managers of High Bavaria feel proud of having constituted the Europäisches Industrie Museum für Porzellan at the place of an important industry, with the farsightedness of having preserved the environment, the machines, the tools, the sample of materials, before the destruction took place. The best historical Rosenthal production has its qualitative selection too. In other words, they grind their scrap, recycling it, while the cult of memory here is not maybe just nostalgia.

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Artigianato 57  

Italian magazine about crafts and Arts

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