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Nella pagina a fronte, dall’alto e da sinistra:“Pandora” di Mariella La Guidara;opera di Giovanni Russo;piatto di Carla Accardi;“Ricci di mare” di Kicco Carrega. In questa pagina, dall’alto e da sinistra:piatto di Michele Spadaro; operadi Emilio Angelini; piatto di Pietro Consagra; piatto di Nicola Salvatore.

trasforma e ripropone forme e nuove superfici, su cui dipinge con colori smaglianti segni sottili, decori così misteriosi da sembrare antiche scritture o simboli alchemici. Giovanni Russo, invece, da anni ha concentrato la sua attenzione sulle possibilità di estensione della materia, incisa sottilmente con un ago, colorata con ingobbi, che, posta sul tornio, si dilata ampliando le incisioni e sgranando le superfici, creando così forme estremamente eleganti. Differente è la ricerca di Emilio Angelini, affascinato dal mondo dei segni e dalla nuova tecnologia in continua evoluzione. Le sue opere in terracotta, decorate con forme simili a fili, chiodi e bulloni, somigliano tanto a complessi macchinari cristallizzati, fossili di una nuova era già superata. Ambiziosa è la ricerca di Giacomo Alessi, che tenta di ripercorrere le tappe della storia dell’arte attraverso una chiave di lettura molto personale, trasferendola per immagini sulla superficie di numerosi piatti. Sono impressioni colorate, segni stilizzati, rappresentazioni di luoghi immaginati, che ci riportano a momenti significativi dell’evoluzione dell’arte. Le opere in mostra di Mariella La Guidara e Lim hanno documentato il difficile rapporto della ceramica tra arte e design, tra oggetto unico e riproducibilità in serie, mentre quelle di Canzoneri, Rossella Leone e Filly Cusenza l’eterna attrazione della ceramica e della materia su chi fa arte.

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Artigianato 57  

Italian magazine about crafts and Arts

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