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e del pittore ceramista Graziano Marini, che hanno così rinnovato una tradizione tra le più antiche, quella della decorazione architettonica tanto cara alla Sicilia. Con lo stesso intento di riqualificazione di uno spazio abbandonato nacque il “Muro della Ceramica”, una grande muraglia di contenimento in cemento armato, lungo la strada provinciale tra Mistretta e Castel di Lucio, decorata con le opere ceramiche di quaranta artisti italiani e stranieri. Ma non bisogna dimenticare che all’interno della “ fiumara” a Torremuzza, a pochi chilometri da Santo Stefano di Camastra, nacque “L’Atelier della Ceramica”, dove bravi ceramisti hanno realizzato opere su progetto di artisti come Bobo Otera, M. Fioramanti, Elizabeth Frolet e Hidetoshi Nagasawa. Nel percorso espositivo della mostra non sono mancati alcuni artisti che hanno scelto la ceramica come unico ambito di ricerca e di sperimentazione, pur percorrendo strade diverse.L’introduzione della tecnica giapponese del raku, basata sulla ossidoriduzione, condizione necessaria per la creazione di effetti di iridiscenza, ha aperto nuovi orizzonti alla sperimentazione di artisti come Rossella Capuano, che utilizza la ceramica per raccontare se stessa per immagini, incidendo, imprimendo, intagliando l’argilla e realizzando così frammenti di narrazione, espressioni di stati d’animo; e come Kicco Carrega che prende spunto dalla natura,

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Artigianato 57  

Italian magazine about crafts and Arts

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