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S E G N A L A Z I O N I

Frammento di fregio in argillite proveniente dal Canada, 1851-55.

Sculture in avorio provenienti dalla Siberia Orientale, 1851-55.

precisione della confezione dei cappelli intrecciati dei Tlingit (tribù indiana del nord dell’Alaska) o dai ricchi decori sulle armi usate per la caccia. Insieme ad oggetti che testimoniano l’influenza straniera, sono esposti anche alcuni esempi di souvenir per gli europei creati con materiali tradizionali, come una cornice per ritratti, confezionata dagli Athapaskan con scorza di betulla e pelo d’alce.

(I.T.)

MOSAICO & MOSAICI Lo scorso mese di luglio, a Spilimbergo, nei ristrutturati locali di Corte Europa, è stata ospitata la mostra annuale della Scuola Mosaicisti del Friuli. Denominata “Mosaico & Mosaici 2004”, la mostra ha presentato una selezione delle opere eseguite dagli allievi che hanno frequentato l’anno scolastico 2003/2004 e, com’è ormai consuetudine, ha offerto al visitatore riproduzioni classiche e sperimentazioni contemporanee, ricerche plastiche e nuove tecnologie applicate al fare mosaico. L’esposizione, curata in modo semplice e, nello stesso tempo, esauriente, non ha esitato a svolgere anche un ruolo didattico particolarmente incisivo nella divulgazione della tecnica musiva e, senza dimenticare i contributi scientifici e letterari che, nel corso degli anni, numerosi specialisti hanno trasferito alla Scuola, ha rappresentato in maniera concreta le tante voci che costituiscono il coro della cultura musiva dei nostri giorni, posizioni tra loro diverse, a volte opposte, in alcuni casi tra loro complementari. Alle riproduzioni di alcuni antichi mosaici ritrovati a Pompei, a Delo e a Piazza Armerina è stato affiancato un bellissimo albero che, ideato da Stefano Jus ed eseguito

dagli allievi del primo corso, ha associato i contenuti iconografici medioevali alla figurazione della trattatistica degli enciclopedisti francesi, i segni e gli sfondi - volutamente semplificati delle favole illustrate per l’infanzia alle colorazioni vivacissime dell’arte mesoamericana. L’opera ha messo a confronto, con trasversale coerenza di significati espressivi, la sofferente e dignitosissima figura della madre con bambini, magistralmente tradotta in mosaico da un dipinto di Egon Schiele, con la ieraticità delle madonne di segno bizantino, curiosamente incastonate su antiche assi di legno ed eseguite in omaggio a Blasios Tsotsonis. Ha inoltre mostrato una bellissima serie di forme plastiche essenziali, capaci di coniugare la componente scultorea della forma con quella coloristica e decorativa e, tra alcuni stimolanti sconfinamenti nel territorio dell’industrial design, ha proposto alcuni particolarissimi esempi di pavimentazioni per esterni e per interni eseguiti in cemento terrazzo con modalità del tutto innovative. Il catalogo che accompagna la mostra, oltre a illustrare le recenti realizzazioni che hanno visto la Scuola di Spilimbergo protagonista a New York e a Nova Gorica, ma anche nelle piazze di Spilimbergo, di Sequals e di Villa Santina, nella profonda Carnia friulana, è introdotto da uno scritto del Presidente della Scuola, dottor Nemo Gonano, il quale, con la veemente passione che lo distingue, nell’elencare i tanti riconoscimenti ottenuti dalla Scuola nel corso dell’ultimo decennio, lancia in modo forte e suggestivo il progetto futuro che vedrà la Scuola presentare le proprie opere in quattro musei australiani. Un progetto impor-

“Albero”, mosaico ideato da Stefano Jus ed eseguito dagli allievi del primo corso della Scuola Mosaicisti del Friuli.

tante che sottolinea la ormai consolidata presenza internazionale della Scuola di Spilimbergo e conferma anche il grande lavoro di promozione che la Scuola di recente ha espresso a tutto campo. Un progetto che, come ben dice ancora il dottor Gonano, solo pochi anni fa “..era follia sperar ”. (P.C.)

LA SEDIA SI COLORA 800 piccole sedie. 800 pensieri diventati prima progetti e poi espressioni concrete. Fatti di colore, ma anche di materie. È il risultato di uno straordinario concorso che, lanciato dall’I.P.S.I.A. “A. Mattioni” di San Giovanni al Natisone, ha visto partecipare 800 allievi delle scuole medie di sedici comuni friulani. L’esperienza, nata in una delle località centrali dell’ormai famoso triangolo della sedia, e tesa a valorizzare la creatività dei ragazzi e ad avvicinarli al mondo del legno e dell’arredo, ha comportato la costruzione di 800 piccole sedie, alte circa 20 cm, realizzate con la romantica tecnica del traforo e distribuite agli allievi delle scuole del circondario. La mostra che ne è derivata ha visto esposte, una vicina all’altra, 800 diverse interpretazioni decorative del medesimo oggetto. Tenutasi presso l’aula magna dell’istituto “A. Mattioni” durante lo scorso mese di giugno la mostra, denominata “La sedia si colora”, da settembre ha trovato un’importante collocazione nell’ambito della XXVIII edizione di Promosedia di Udine. Le realizzazioni che, meraviglia delle meraviglie, in questo mondo di supposta omologazione, raccontano storie tutte tra loro differenti, spaziano dalla ordinata geometria della decorazione di maniera al quasi urlato entusiasmo sportivo; dalle riprese, qualche volta ironiche dei messaggi televisivi più evidenti agli slogan, spesso consumati, della politica del momento; dalle fantasie zoomorfe, a volte ridicole e a volte perfino ossessive, di colui che desidera condividere la propria esistenza con quella degli animali, alla malinconia che governa le ragioni della incomunicabilità urbana; dalle citazioni prese a prestito dal mondo dell’arte pittorica alla casa delle bambole che, per fortuna ancora viva, è come sempre fatta di profumi, di sogni gentili, di pizzi e di volants. Questa esperienza speciale confluirà in un catalogo che, racco-

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Artigianato 55  

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