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S E G N A L A Z I O N I  ATELIER FELTRO FUORICLASSE Il 22 novembre prossimo alle ore 18.30, a Palermo, presso il Centro Culturale Biotos di via Dodici Gennaio al 2, Matilde Trapassi e Cristiana Di Nardo presenteranno la nuova produzione di manufatti in feltro realizzati dal team di “FuoriClasse”. L’attività dell’atelier “FuoriClasse”, fondato alcuni anni fa da Matilde Trapassi a Milano, dove oggi è prevalentemente curato da Cristiana Di Nardo, continua e si riverbera a Palermo, da dove dovrebbe diffondersi in altri centri siciliani. L’atelier, che a Palermo si arricchisce della presenza di Giulietta Salmeri, Rori Palazzo, Adriana Trapassi e Laura Arancio si muove quindi come si muovevano i nomadi che portavano con sé le loro esperienze da trasmettere e divulgare. Dice Matilde Trapassi: “la nostra bottega siamo noi e la nostra officina sono le nostre mani”. Oltre ad opere in feltro sono in mostra anche tessuti realizzati da Giulietta Salmeri, “carte” di Rori Palazzo, stoffe dipinte da Elena Bacchi e un video, realizzato da Adriana Trapassi, che viene proiettato durante la mostra, offrendo una rassegna di immagini suggestive e rese virtuali che documentano l’opera creativa finora svolta. L’evento rappresenta l’inizio di un’attività artistica più ampia comprendente anche corsi di tessitura, di lavorazione della carta, di tintura di stoffe e di tessuti e di ricerca.

Bicchieri per il caffè di Mariavera Chiari.

sparsi per il mondo dove è possibile trovare le sue creazioni. Mariavera progetta e realizza interamente a mano oggetti in ceramica come ciotole, piatti, vasi ma anche tavoli e complementi d’arredo, il tutto caratterizzato da forme semplici e lineari dove il colore e la sua percezione giocano un ruolo fondamentale. Come i bicchieri per bere il caffè: visti frontalmente si presentano come tronchi di cono rovesciati e smaltati di un bianco candido, una forma quindi rigorosa e pulita, ma se solamente si varia di poco il punto di vista, si scopre che l’interno è un sorprendente trionfo di colori che l’autrice studia con particolare attenzione. Non manca nemmeno la componente ludica data dal timbro “espresso” apposto all’esterno: "Spesso imprimo sulla terra la traccia di oggetti quotidiani che trovo durante le mie costanti ricerche: per esempio, le mie tazzine da caffè sono nate dall'incontro con il timbro postale "espresso", che ho inciso sulla superficie esterna, in un gioco di parole tra l'espresso postale e il caffè ristretto”.

paterno. Nella sua lunga carriera artistica ha partecipato a numerose mostre personali e collettive (l’ultima in ordine di tempo presso lo Spazio Nibe a Milano nel maggio-giugno 2004) e ricopre tutt’ora diverse cariche nel settore dell’arte applicata in qualità di componente del Consiglio Nazionale della Ceramica, Presidente Onorario dell’Accademia di Ginevra e Direttore Artistico del Premio Nazionale della Ceramica di Vietri sul Mare. Le sue opere sono presenti in molte gallerie, musei e collezioni private. Del suo appassionante ed instancabile lavoro Gilda Cefariello Grosso ha scritto: “Quello che più ci interessa del lavoro di Gambone è la peculiare valenza dell’oggetto prodotto, in forma e colore, in continua evoluzione tanto da coinvolgere lo spettatore per le novità sia nella tecnica che nel rapporto della materia con lo spazio che lo circonda” (da “Le grandi firme dell’artigianato” ). (I.T.)

Isabella Taddeo

AUTORI Mariavera Chiari “Da bambina restavo per ore nelle sale dei musei etnografici a guardare quell'infinita produzione di ciotole, vasi, oggetti votivi modellati in terracotta: mi piaceva l'idea che popoli tanto diversi per origine e tradizione avessero trovato comune accordo in quell'unico materiale”. Così Mariavera Chiari, architetto di professione e ceramista di adozione, ricorda la sua passione coltivata, sin dall’infanzia, per un materiale così povero ma così affascinante, una passione che da qualche anno si è concretizzata con un laboratorio a Milano ed una serie di punti vendita

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Bruno Gambone Nasce a Vietri sul Mare, in provincia di Salerno, nel 1936 e sin da ragazzo si avvicina al mondo della ceramica nell’atelier fiorentino del padre, affermato ceramista italiano, per poi proseguire le sue ricerche artistiche anche in altri campi come la pittura e la decorazioni su tessuto. Nel 1963 si trasferisce a New York, dove frequenta artisti come Roy Lychtenstein, Andy Warhol e Robert Rauschenberg. Quello americano è, per Gambone, un periodo ricco di esperienze artistiche che vanno dalla pittura alla scultura, dal cinema al teatro. Ritorna in Italia dopo cinque anni carico di esperienze e stimoli che applica alla ceramica dando un notevole impulso al laboratorio

Opera di Bruno Gambone.

Francesco Faravelli Francesco Faravelli, giovane artista varesino, si è avvicinato al mondo della ceramica quasi per caso, inizialmente grazie a uno scultore e, successivamente, attraverso corsi e workshop, da ultimo quello con il noto artista ceramista Giovanni Cimatti. Faravelli ha acquisito padronanza tecnica e ciò gli ha consentito di proseguire autonomamente le sue ricerche nell’atelier di Comerio. Nell’arco di poco tempo è stato protagonista di

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Artigianato 55  

Italian Magazien about crafts

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