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MATERIALI

& TECNICHE

Le tecniche dei maestri artigiani LA LAVORAZIONE DEL BUCCHERO di Nello Teodori Il bucchero, elemento caratteristico della civiltà etrusca, è un particolare tipo di ceramica realizzata prevalentemente al tornio, di colore nero sia internamente che esternamente e lucidato sulla superficie. Si tratta di un vasellame di impasto buccheroide di colore nero, risultato di una cottura in ambiente riducente, che ha dei precedenti già nel IX secolo a.C. nella produzione proto-villanoviana e villanoviana, per parlare solo dell’Italia. La produzione del bucchero etrusco è una modificazione dell’impasto villanoviano mediante l’uso di argille più raffinate e dal colore completamente nero. Con la scoperta delle necropoli etrusche e con il ritrovamento del vasellame in esse contenuto ha origine in Italia una nuova produ-zione di ceramica nera chiamata "bucchero". Il termine deriva dallo spagnolo bucaro, parola con la quale veniva indicato un tipo di vasellame prove-niente dall’America Meridionale, molto imitato in Portogallo, fabbri-cato con una terra odorosa e colorata. Questo tipo di ceramica, che verosimilmente è il risultato di un processo di perfezionamento della tecnica preistorica per la creazione di vasi neri a superficie lucida, è stato trovato anche al di fuori del territorio etrusco o di diretta influenza etrusca (Spagna, Francia, Grecia, Asia Minore, isole dell’Egeo, costa del Mar Nero, costa Africana, ecc.) ma solo nel territorio etrusco si può parlare di una continuità di sviluppo e di una varietà di forme e ricerca artistica. L’inizio della produzione del bucchero etrusco risale al VII secolo a.C. e i principali centri di attività sono collocati nell’Etruria meridionale

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(attuale Toscana, Umbria, Lazio). Lo spessore, prima sottile poi più consistente, dell’oggetto determina la suddivisione in due categorie tipologiche: il bucchero sottile e il bucchero pesante. Il bucchero sottile è caratterizzato dall’uso di un impasto argilloso molto fine, dalle pareti del vaso molto sottili e dal colore nero lucente. La decorazione in alcuni casi veniva eseguita con graffiti a cottura avvenuta. È documentata anche la produzione di un bucchero sottile dal colore nero con riflessi metallici, detto "bucchero argentato", ottenuto probabilmente da un particolare tipo di cottura. Il bucchero pesante include quegli oggetti foggiati con pareti di maggior spessore e con applicazione di decorazioni a rilievo. La decorazione ricalca forme barocche, complessi rilievi e ornamen-tazioni plastiche, che a volte tendono ad appesantire i vasi oltre misura de-terminando una perdita di armonia. Al bucchero pesante appartengono comunque alcuni dei vasi più belli di tutta la civiltà etrusca. Orvieto è tra i centri più attivi dell’Etruria meridionale nella produzione del bucchero. “Si sperimentano diverse tecniche per liberare gli oggetti ceramici dai limiti imposti dalla tornitura e dalla materia stessa - con applicazioni a rilievo e con l’invenzione della ceramica argentata - si elaborano anche motivi e tecniche innovative per la decorazione a pennello nella produzione a figure rosse e a figure nere, ben riconoscibili sulle grandi anfore del Gruppo Orvieto o del Gruppo di Vanth. La figura demoniaca di Vanth troverà, d’altro canto, la sua massima espressività trasferita nella terza

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Artigianato 55  

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