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come, appunto, quelle già citate. I pezzi della Spezieria della Cà Granda sono identificabili per la medesima tipologia decorativa: su uno sfondo bianco si distribuisce il tipico colore blu formando le foglie di quercia, le volute, ovvero gli elementi decorativi curvilinei o a spirale e una graziosa colombina con ramoscello d’ulivo nel becco. Nella parte centrale vi è la scritta del medicamento secondo le indicazioni degli Indices Medicamentorum dell’Ospedale. Le foglie di quercia furono scelte per rappresentare la Spezieria come simbolo di forza e salute e dunque simbolo beneaugurale, poiché l’obiettivo degli Sforza fu quello di soccorrere e reintegrare socialmente i malati, tutti rigorosamente poveri. Il nuovo sistema ospedaliero, unico per struttura e genere, fu infatti finalizzato al risanamento psico-fisico dei nullatenenti collegato anche al loro recupero di produttività, il che contribuiva alla sopravvivenza del Ducato. La colombina con il ramoscello di ulivo nel becco, simbolo di pace e di purezza, indicò invece simbolicamente l’Ospedale, il luogo della rinascita, così come vollero i Duchi di Milano, Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, che fondarono il magnifico complesso il 4 aprile 1456. Un emblema, quello della colombina, derivato, si narra, da un’idea di Francesco Petrarca che, alla conclusione del suo soggiorno milanese, nel 1360, elaborò la colomba circondata da raggi solari serpentini per casa Visconti, per onorare Isabella di Valois, figlia del re di Francia Giovanni II, che veniva in sposa a Gian Galeazzo Visconti portandogli in dote la contea di Vertus. Il Mastro Speziale, residente per obbligo di contratto in Cà Granda con la sua famiglia, nei locali annessi alla Spezieria, al fine di prestare la sua opera per i malati poveri in ogni momento, doveva appartenere al Collegio degli Speziali e la sua assunzione avveniva solo dopo aver appurato con rigore che egli fosse interessato

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Dall’alto e da sinistra: bottiglia sferoidale in maiolica contenente acqua di scabiosa, XVIII secolo; bottiglia sferoidale in maiolica contenente acqua saponaria; albarello a rocchetto in maiolica contenente elettuario diascordio, XVIII secolo. From the top and from the left: majolica spheroidal bottle containing marsh woundwort water, XVIII century; majolica spheroidal bottle containing soap-plant water; majolica reel-shaped jar (“albarello”) containing an aquatic teucris-based electuary, XVIII century.

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Artigianato 55  

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