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Nella pagina a fronte: orciuolo in maiolica contenente sciroppo di betonica, XVIII secolo. In the front page: majolica small pitcher containing betony syrup, XVIII century.

Tutte le maioliche sono di proprietà dell’Ospedale Maggiore di Milano.

In questa pagina, dall’alto: albarelli e bottiglie. In this page, from the top: jars (“albarelli”) and bottles.

così una importante collezione, custodita presso l’archivio Storico dell’Ospedale Maggiore di Milano, formata da 150 pezzi suddivisi in vasi da farmacia, bottiglie sferoidali e orciuoli con manico e beccuccio, provenienti da manifatture lombarde operanti tra il XVII e il XVIII secolo, grandi botteghe artigiane di Lodi in particolare: quella del ceramista Michele Valel (XVII sec.) e quelle di Carlo e Giovanni Ciano e Giuseppe Cadamosti (XVIII sec.). Anche se nel Seicento diverse importanti manifatture italiane di maiolica vissero in un periodo di decadenza, condizionate da una congiuntura economicopolitica sfavorevole, l’epoca aurea per la prestigiosa produzione lodigiana coincise invece con questo periodo storico e sino alla metà del secolo Lodi continuò ad essere centro di un’imponente industria con il gusto della sperimentazione, anche per la lavorazione della porcellana; mentre dopo la venuta dei napoleonici fu gravemente danneggiata a causa degli eventi bellici. Le maioliche a cui ci riferiamo sono caratterizzate da un’argilla di qualità molto pregiata che genera un biscotto leggero e conferisce loro uno sfondo cromatico lievemente rosato. Tanto l’argilla, proveniente dalle colline di Stradella, dall’Oltrepò pavese e da Vicenza, con frequenza settimanale, come appare nell’antica documentazione, quanto l’abbondante presenza di limo fine, molto resistente in cottura e facile da modellare, garantivano il soddisfacimento delle notevoli esigenze di tante affermate attività,

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Artigianato 55  

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