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EVENTI di Barbara Bozzi

I

l laboratorio Hightech Museum, interessante iniziativa di Smau 2004, offre una dimostrazione delle più innovative tecnologie applicabili all’ambito museale. In questo contesto si colloca il progetto di un book-shop proposto da Creapolis per un ideale Museo dell’uomo. Quando visitiamo un museo gironzoliamo curiosi e voraci. Siamo come sospesi in un “non tempo” che permette un’amplificazione della percezione. Sensazioni ed emozioni, che non vorremmo finissero, chiedono di essere materializzate, di divenire tangibili oggetti da portare nella vita quotidiana, per veicolare la magia del luogo anche in sua assenza. Il merchandising museale ricopre, in questo senso, un ruolo di capitale importanza nella percezione, da parte del visitatore, dell'esperienza-museo: l’arte ivi conservata diviene, nello shop, arte democratica alla portata di tutti. Tutt’altro che scevro dalle atmosfere del museo, lo shop ricrea e dilata lo spazio espositivo, integrandovi però una sua personalità ben definita e riconoscibile. Grafica, immagini, suoni e profumi ad hoc rappresentano le tappe obbligate per allungare il sogno… Lo shop, concepito come l’essenza concentrata del museo, ne veicola i valori e i contenuti. Questa è l’idea che guida il progetto allestitivo proposto da Creapolis, dove lo spazio è stato concepito come book-shop di un ideale Museo dell’uomo, il quale non conserva frammenti della

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Museo dell’uomo

Il book-shop diventa l’icona del museo, nel progetto di Creapolis, proposto a Smau 2004 nel laboratorio Hightech Museum.

storia passata dell’umanità, bensì sguardi gettati su di un futuro possibile in cui l'Uomo, inteso come maschio, diventa un pezzo di rarità. Nudo, clonato, spersonalizzato dalla mancanza di etica, si è irrigidito in una visione statica, perché incapace di capire e dominare la sua evoluzione. La realtà si presenta specularmente divisa in due differenti piani dimensionali che si oppongono e mescolano con inaspettata continuità. Nella parte superiore manichini bianchi, senza volto, fissati al soffitto, a contrasto col nero totale della scenografia, stanno immobili nel loro mondo rovesciato. Sotto: lo scorrere della vita quotidiana, la sfilata dei visitatori che diventano parte integrante dell’allestimento. A separare le due realtà un diaframma trasparente. Sopra di esso i libri sembrano

fluttuare sospesi tra i due mondi, appartenendo ad entrambi. La cultura svolge il suo ruolo democratico e unificante, mentre il libro, icona del sapere, al sicuro da un sorpasso tecnologico, osserva e aiuta l’evoluzione umana. Questo diaframma dell’eterno che ospita la cultura e separa i due piani della realtà e della sua clonata versione, è il luogo d’appartenenza della figura femminile, guardiana di entrambe le dimensioni, collegamento tra il fluire della vita moderna e la stasi tecnologica. Figura eterna, capace di sopravvivere al passare del tempo e delle mode, la Donna non perde la sua identità con l’uso della tecnologia e le sue fattezze iperrealistiche, la sua posizione plastica e viva, in netto contrasto con la posa congelata e robotica dell’uomo, ne sono l’evidente dimostrazione.

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Artigianato 55  

Italian Magazien about crafts

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