Page 11

AUTORI di Gian Carlo Bojani

Verso il termine della scorsa

primavera ero a New York per motivi di studio. Ho voluto conoscere i grandi magazzini Saks nella Quinta Strada, e non per farvi delle spese. Saks è un luogo quasi mitico per chi si occupa di capire quel magico momento per il nostro artigianato, trascorso dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, almeno fino a tutti gli anni Cinquanta. Un nome che ai più dirà poco e nulla, Carlo Barbasetti di Prun, un generale dell’Esercito Italiano che in quel periodo ebbe un certo successo come ceramista tanto da dovervi rinunciare ad esserlo verso la fine degli anni Cinquanta per incompatibilità con la carriera nell’Esercito, mi ha spinto a gratificare quella curiosità. Egli espose le sue opere nello spazio Saks dedicato ad arts and crafts – dove nel mio soggiorno newyorkese ho visto fra l’altro esposizioni di Daum e Christofle – portatovi da Giovan Battista Giorgini, il marchese fiorentino manager, quello della Sala Bianca di Palazzo Pitti, che veicolava la nascente alta moda italiana negli USA, accompagnandola all’artigianato italiano di qualità. Un ruolo che fu assai simile a quello di Gio Ponti, anche lui peripatetico da nord a sud per l’Italia artigiana. Quanto si potrà alfine consultare l’archivio Giorgini destinato dall’omonima fondazione alla Biblioteca Nazionale di Firenze, si potrà fare un passo notevole nella ricostruzione di quel periodo esaltante per il nostro artigianato. Carlo Barbasetti – della cui opere

26

Da Saks, Fifth Avenue

La riscoperta del ceramista Carlo Barbasetti e delle sue opere esposte nei mitici Magazzini Saks a New York, nello spazio dedicato ad “arts and crafts”.

mi occupo in questo periodo – fu alla Triennale, all’Angelicum, ai concorsi di Pesaro e Faenza, alla Galleria romana di Gasparo del Corso e a quella di Irene Brinn, fra le tante altre presenze di prestigio. Giorgini, specie per gli accessori, lo coinvolse già nel 1952 nella sua iniziativa americana intitolata: “Fashion show”. Ma, vien ora da chiedersi, chi si occupa oggi di promozione estera con pari serietà, impegno, entusiasmo per il nostro artigianato di alta qualità, al pari della moda che riscuote tanto successo?

Accendino per set da fumo in maiolica, di Carlo Barbasetti di Prun, “for Saks”. Lighter for smoking set in majolica, of Carlo Barbasetti di Prun, “for Saks”.

From Saks, Fifth Avenue

The rediscovery of the ceramist Carlo Barbasetti and of his works, on display in the mythical Saks Stores in New York in the area dedicated to “arts and crafts”. Saks is an almost mythical place for people who want to understand that magical period for our handicrafts that occurred in the years following the Second World War, at least up through all of the 1950’s. A name that probably means nothing to most people, Carlo Barbasetti di Prun, was a general of the Italian Army, who in that period found success as ceramist to the degree that, towards the end of the 1950’s, he had to give up his artistic pastime because it was incompatible with his Army career. His works were displayed in the Saks area dedicated to arts and crafts, taken there by Giovan Battista Giorgini, the Florentine marquis manager, who was introducing the growing Italian haute couture to the U.S., accompanying it with high class Italian craftsmanship. Carlo Barbasetti has been at the Triennial, at the Angelicum, at the competitions of Pesaro and Faenza, at the Roman gallery of Gasparo del Corso and the one of Irene Brinn, among the many other prestigious presences. Giorgini, especially for the accessories, involved him already back in 1952 in his American initiative named “Fashion Show”. But now the question arises: who, today, can handle the foreign promotion of our high quality arts and crafts with the same seriousness, dedication, enthusiasm as that of fashion, that meets with such great success?

Profile for Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

Artigianato 55  

Italian Magazien about crafts

Artigianato 55  

Italian Magazien about crafts

Advertisement