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S E G N A L A Z I O N I è stato associato ai concetti di semplicità e funzionalità, rappresentando un approccio democratico, caratteristiche da rivalutare alla luce di recenti ricerche sul modernismo; in ogni caso, questo design ci fornisce un paradigma che può essere apprezzato da un gran numero di persone in tutto il mondo, tant’è vero che nell’arco di mezzo secolo è divenuto un fenomeno consolidato mantenendo una risonanza positiva. Con l’affermarsi del post-moderno negli anni ’70 e ’80, l’attenzione nei suoi confronti è diminuita, ma all’inizio degli anni ’90 si è verificata una ripresa di interesse. Si rende dunque necessaria una seria rivalutazione del design scandinavo, che va estesa a tutti i paesi nordici che hanno contribuito a formarne l’identità: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. La Fenice a Venezia “Splendidezza di ornamenti e dorature” è la mostra fotografica allestita al Salone del Restauro di Ferrara a cura di Elisabetta Fabbri, che ha seguito l’opera di ricostruzione nella direzione dei lavori e selezionato, dalla ricca documentazione disponibile, le immagini essenziali per raccontare co-me sia stato ricostruito il Teatro La Fenice. Obiettivo quello di documentare i diversi saperi storico-filologici, artistici, artigianali e tecnici coinvolti nella ricostruzione dell’apparato scenografico-decorativo del teatro veneziano attraverso l’esposizione di bozzetti pittorici, intagli, cartapeste e dorature: non solo foto, quindi, ma anche esempi, campioni, prove stampi, sculture in gesso. L’ampia rassegna è volta a illustrare il lavoro e le competenze del restauro delle parti sopravvissute, della realizzazione della parte nuova, progettata da Aldo Rossi, e soprattutto nel processo di ricostruzione stilistica della sala teatrale attraverso gli studi che sono alla base della riproduzione, le invenzioni connesse all’esecuzione, i procedimenti artigianali, le lavorazioni ma-nuali sugli apparati decorativi. La mo-stra si propone di dare visibilità al-l’alto valore artigianale ed alla qualità esecutiva degli interventi effettuati, che hanno consentito di restituire a Venezia un teatro che possiede individualità e valore propri, distinti da quelli dell’originale. Tra gli oggetti esposti accanto alle foto, uno splendido modello in scala 1:5 del Palco Reale realizzato dalla Bertolini Arte.

Meart 2004 a Mendrisio Si è svolta in marzo la IVa edizione di Meart, mostra mercato d’arte e artigianato locale organizzata dall’associazione commercianti e artigiani di Mendrisio nel Canton Ticino. I visitatori, i passanti, gli abitanti, percorrendo in senso longitudinale la dorsale pedonale che attraversa il borgo, hanno potuto ammirare una sessantina di opere frutto della ricerca artistica di altrettanti scultori e artisti-ceramisti provenienti dalla Svizzera Italiana e dalla vicina Italia, ospitati per l’occasione all’interno delle vetrine commerciali della cittadina, spazi insoliti che hanno voluto tentare di avvicinare l’arte alla quotidianità per renderla più fruibile senza banalizzarla. “Questa, nelle nostre intenzioni, è una maniera di rendere - senza comunque banalizzarla immediatamente visibile, interpretabile, vivibile la scultura, forma d’arte che, con la sua capacità di interrogare lo spazio esistenziale, meglio risponde alle esigenze di esercizio, di approccio alla materia e in fondo alla vita, in quanto mezzo attraverso cui si esprime il desiderio dell’uomo di interrogarsi e di ritrovare o rinnovare la propria identità”. (Mauro Paolucci

per il comitato)

Opera in raku di Maristella Perin.

Le fil rouge Una mostra itinerante è quella di Carmen Molteni, artista comasca la cui attività spazia dalla pittura al-l’installazione, all’elaborazione di vari materiali come ceramica e vetro, che approderà dal 2 al 10/10/04 a Palazzo Terragni di Lissone e all’ex Chiostrino di Sant’Eufemia a Como dal 13 al 28/11. Come ha scritto nella prefazione al catalogo Roberto Borghi, “Le fil rouge manifesta il desiderio di rendere esplicitamente un’idea di continuità interna al percorso, un bisogno di consequenzialità tra soluzioni estetiche che risulta felicemente anomalo nel contesto artistico attua-

Opera in creta naturale rossa, refrattaria bianca e smaltata rossa di Carmen Molteni.

le, in cui l’intuizione arbitraria e la trovata spettacolare ottengono facile riscontro. Carmen insiste sulla necessità che le opere si richiamino, si passino il testimone, generino novità, cioè ipotesi di futuro, in relazione al passato. Le fil rouge indica anche l’affiorare di un pensiero costante e sommerso che per l’artista comasca consiste nella tensione verso la libertà”. I Della Rovere Fino al 3/10, i Musei Civici di Pesaro ospiteranno un’iniziativa legata al te-ma dinastico dei Della Rovere, protagonista del grande evento espositivo che coinvolge, oltre a Pesaro, Urbino, Senigallia e Urbania. “I Della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello e Ti-ziano” è l’esposizione di dipinti realizzati da artisti che nel corso della carriera sono stati legati in vario mo-do a membri della famiglia Della Ro-vere. Si tratta di un patrimonio nascosto dei musei perché solitamente non visibile al grande pubblico, dato che le opere provengono dai depositi. Visi-tando questa mostra, vale la pena di non trascurare le maioliche della Collezione Mazza, che occupano tre sale del Museo delle Ceramiche; in sostituzione delle opere prestate all’evento di Palazzo Ducale, la raccolta espone un gruppo di manufatti anch’essi inediti perché custoditi nei depositi: una ragione in più per soffermarsi sull’arte per eccellenza fiorita sotto la dinastia illuminata dei Della Rovere. E proprio per conoscere meglio il patrimonio che porta il segno dei Della Rovere, i Musei Civici offrono percorsi guidati dagli operatori dei Servizi Educativi che coinvolgono dipinti e ceramiche. (I.T.)

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Artigianato 54  

Italian Magazine about crafts and arts

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