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S E G N A L A Z I O N I  mostre Il senso del design per i bambini Come ogni anno, al Salone Internazionale del Mobile di Milano conclusosi in aprile se ne sono viste davvero di tutti i colori, come a dimostrare che la creatività non conosce limiti. In particolare i giovani designers provenienti da tutto il mondo sono stati i veri protagonisti con idee e progetti all’avanguardia ed il comune denominatore di un design senza barriere di tempo e luogo: oggetti liberi di essere fruiti, trasformati e reinterpretati per adattarsi a diversi contesti, estremamente flessibili e dinamici come è lo stile di vita attuale, oggetti spesso da scoprire divertendosi. Proprio attraverso il gioco ci si libera da molti preconcetti e si riscopre un rapporto con l’oggetto più immediato, intimo. E quali migliori fruitori se non i bambini ci possono aiutare a ritrovare quella complicità naturale che dovrebbe esserci tra noi e gli oggetti che ci circondano? Non a caso A.PR. I. (Associazione Progetto Infanzia) e l’agenzia di comunicazione Recapito Milanese hanno proposto, durante i il Salone nella zona di via Tortona a Milano, un interessante percorso dal titolo “Il senso del design per i bambini”, con iniziative come “la casa delle cose”, oggetti quotidiani che diventavano pretesti per inventare nuovi giochi, la pratica del gioco quindi come approccio alla conoscenza del mondo. Si è venuto a creare un vero laboratorio sperimentale da cui gli o-peratori di settore hanno potuto at-tingere spunti e riflessioni sulle mo-derne esigenze e sulle possibili strade da percorrere al fine di migliorare, anche attraverso i piccoli ma numerosissimi oggetti che ci circondano, la qualità della vita. Lago, azienda che mira a proporre progetti “Ricciolo”, simpatico sgabello nomade che aprendosi a spirale permette di sedersi comodamente in qualsiasi situazione.

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ad alto contenuto innovativo nel settore del furniture design, ha collaborato con la Scuola Steineriana di Cittadella (PD) in un progetto che ha coinvolto bambini tra i 9 e gli 11 anni, cercando di visualizzare, attraverso i loro disegni, ciò che l’azienda è, è stata e sarà; dal-la nuova “Packaging collection 2004” è nato ”Ricciolo”, un simpatico “sgabello nomade” che aprendosi a spirale permette di sedersi comodamente in qualsiasi situazione. (I.T.) Dining Design Idee stravaganti, progetti concreti o utopici e performance intorno al te-ma del cibo come veicolo comunicati-vo primario tra noi e il mondo esterno ed esperienza che coinvolge tutti e cinque i sensi, hanno caratterizzato molta parte dell’ultimo Salone del Mobile di Milano, l’immancabile ap-puntamento annuale per gli esperti del settore e naturalmente evento trendy di quella che è considerata la mecca del design mondiale. Al primo piano del padiglione 9, che ospita ogni hanno anche il

Chiosco “Bubbole Blog” di Diego Grandi, un luogo di ristoro per la mente, un incidente di percorso nella rete della contemporaneità metropolitana.

Salone Satellite (tutt’oggi la più grande fucina di giovani creativi provenienti da tutto il mondo), è stata presentata “Dining Design”, mostraevento conclusa il 19/4 che ha coinvolto personalità del mondo della moda e del design, come Rosita Missoni, Paul Smith e il food-artist Nir Adar, con il mondo della ri-storazione rappresentato dallo chef Claudio Sadler, per creare situazioni in cui gusto e vista potessero viaggiare insieme. L’iniziativa però ha soprattutto rappresentato la capacità del-l’industria italiana di tradurre in real-tà dieci idee di altrettante scuole di design internazionale che hanno concepito veri e propri ristoranti del fu-turo, dining experience in termini di funzionalità e atmosfera per sedurre, educare e divertire. Altro suggestivo

viaggio culinario presso la Triennale è stata “Street Dining Design”, mostra in partnership con la rivista “In-terni”: il tema è quello del chiosco come luogo/oggetto di passaggio ma anche intima protezione dal caos cittadino durante il pasto, momento fon-damentale della giornata, per ritrovare un ambiente più a misura d’uomo. Piccole architetture per promuovere un uso creativo degli spazi urbani che raccontano le ragioni che legano il design al cibo, al progetto e alla co-municazione. Può diventare un must il protagonista del chiosco ideato dal-l’architetto Marco Piva e realizzato da GMC Contract&Mobili: il conopizza, la prima urban pizza o pizza da passeggio creata dalla scuola di cucina Boscolo Etoile, che si prepara e si mangia proprio come un gelato. (I.T.) Design scandinavo Si è chiusa nel giugno scorso la mostra “Design scandinavo al di là del mito”, tenutasi alla Triennale a Milano. In Europa e anche in Italia, negli anni ’50 e ’60, il design scandinavo è divenuto sinonimo di modernismo e i suoi oggetti sono stati presentati in numerose mostre, fiere e pubblicazioni. Come prodotto del commercio internazionale e parte di un progetto culturale, ufficiale e non, questo design che doveva rappresentare la Scandinavia ha finito per assumere molteplici significati, spesso derivati dai miti legati al paese ed ai suoi abitanti. Il design scandinavo si è fatto strada sui mercati internazionali con oggetti divenuti icone della modernità e del buon gusto, alcuni dei quali vengono prodotti tuttora e venduti come pezzi classici. Tradizionalmente “The Apple”, 1957, vetro di Ingeborg Lundin.

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Artigianato 54  

Italian Magazine about crafts and arts

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